Come gestire lo Stress – ultima parte

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Le cause dello stress possono essere molteplici e variano da persona a persona. Infatti eventi che possono risultare stressanti per alcuni, determinando conseguenze fisiche e psicologiche, possono non esserlo per altri.

Anche se  ci sono  eventi che  sono universalmente riconosciuti come causa di stress, come, ad esempio, traumi infantili, decessi di persone care, separazione e divorzio, gravidanza e parto, disastri  naturali e guerra, problemi di natura finanziaria, problemi di salute personali o delle persone care, ritmi di vita e lavoro intensi con tempo insufficiente per il recupero – pure anche queste situazioni possono venire recepite  e affrontate  in maniera diversa a seconda della personale sensibilità, e di conseguenza dare luogo a risposte da stress (coping) molto differenti.

Vedi anche: Come gestire lo stress – prima parte

La valutazione degli eventi stressanti

Per comprendere meglio cos’è il coping va ricordato  che  ciò che intendiamo con il termine  stress non è un concetto unitario e oggettivo; in primo luogo perché, come già abbiamo accennato, è opportuno distinguere fra eustress, ossia tutte quelle situazioni vissute come positive e stimolanti che sollecitano efficacemente attivazione e impegno da parte della persona e distress, le situazioni percepite e vissute invece come problematiche e potenzialmente eccedenti le capacità e le potenzialità della persona.

Ma soprattutto risulta fondamentale ciò che l’individuo pensa rispetto a ciò che sta vivendo,  secondo la  recente ricerca della psicologa americana Kelly McGonigal. Dallo studio su 30.000 soggetti osservati per otto anni, è emerso che lunghi periodi di stress (per problemi economici, di lavoro, o problemi familiari e affettivi) non hanno avuto effetti negativi  sulla salute degli individui che ne accettavano i sintomi, mentre hanno provocato i conosciuti disturbi nefasti associati allo stress cronico su quelli che  li giudicavano negativi.  Secondo questo studio , le persone  che considerano l’aumento del ritmo respiratorio e cardiaco che deriva dallo stress  una risposta spontanea dell’organismo per energizzarsi, e accolgono queste sensazioni senza timore, ne traggono beneficio a livello organico, psicologico e persino spirituale.

Sappiamo che lo stress generalmente abbassa le difese immunitarie; inoltre è una delle principali cause dei disturbi cardiovascolari che possono portare a mortalità prematura.  La ricerca di McGonigal riporta che nel 2015 negli Stati Uniti hanno perso la vita per patologie cardiache circa 600.000 persone, più che per il cancro e per ogni altra malattia. Lo stress notoriamente provoca vasocostrizione e  questo stato, a lungo andare, produce gravi danni e predispone a una gran varietà di disturbi. Si è scoperto però che nei soggetti che affrontano positivamente lo stress, non solo la vasocostrizione non ha luogo,  ma si presenta invece vasodilatazione, e miglioramento della circolazione sanguigna. Si è constatato che il meccanismo dello stress ha in sé la sorprendente capacità di rafforzare il sistema cardiovascolare. Lo stress ha quindi proprietà terapeutiche quando viene affrontato nel modo opportuno? Con sorpresa si è scoperto che i soggetti che hanno reagito allo stress in modo positivo hanno mostrato di vivere meglio e più a lungo di coloro che sono stati sottoposti a livelli di stress relativamente bassi. Al contrario, le persone che consideravano negative le reazioni fisiche dello stress, o che le vivevano  sentendosi minacciati, hanno mostrato una percentuale di mortalità per problemi cardiaci superiore del 43% rispetto all’altro gruppo.

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Lavorare sulla mente per affrontare bene lo stress

Queste recenti scoperte sembrerebbero dimostrare che lo stress non è sempre dannoso come si è  sempre creduto, ma  può addirittura  produrre effetti benefici se ci poniamo in modo positivo di fronte ad esso.

Possiamo quindi affermare che di nuovo l’elemento chiave è la mente, e il clima interiore che essa crea. Quando essa ci trasmette fiducia in noi stessi e nel nostro corpo, avviene una straordinaria trasformazione che sovverte le reazioni cliniche e ci rende  più sani e contenti. Quando reagiamo  positivamente, a livello ormonale e neurofisiologico si attivano processi di sostegno. In coloro che accolgono le sensazioni e scelgono di non contrastarle, l’adrenalina e altri neuropeptidi producono una risposta positiva che la McGonigal chiama “biologia del coraggio”, e che risulta essere la miglior cura dell’ansia. L’aumento di ossitocina invece, favorisce l’empatia, la capacità di percepire la sofferenza altrui dimenticando la propria. McGonigal ci ricorda che l’ossitocina viene rilasciata quando amiamo, e che la sua funzione è anche quella di rafforzare il contatto umano, di mettere a punto gli istinti sociali e di rafforzare le relazioni importanti. Quest’ormone, generalmente associato allo stress, afferma McGonigal, rende più compassionevoli e spinge a condividere le emozioni del cuore, mentre a livello organico rigenera le cellule e rafforza il cuore. 

Quindi quello che affermano gli insegnamenti spirituali di ogni tempo viene ancora una volta confermato: la capacità di osservare e accogliere ogni cosa senza giudicarla rimanendo presenti e fiduciosi,  genera la trasformazione. Quando  viviamo momenti  in cui percepiamo sensazioni dolorose, ricordi e pensieri negativi, se possiamo osservarli senza rimuoverli, negarli o entrare nel gioco dell’ego che ci fa sprofondare nell’identificazione, e accoglierli come dei messaggeri per comprendere meglio noi stessi, ciò che avviene è  una trasformazione naturale e profonda.

Naturalmente una buona autostima e il contatto col senso del proprio valore profondo aiuteranno molto a gestire bene lo stress, così come la scarsità di queste  risorse interiori ci predispone al contrario !

Quindi l’utilizzo di qualche tecnica che ci guidi a imparare ad amare e rispettare l’inconscio, liberarci dai condizionamenti e riprogrammare attitudini e comportamenti, come Ipnosi, Autoipnosi e PNL, e anche Psych-K, EFT, EFT Integrata, Logosintesi, DMOKA, e tutti gli approcci che ci aiutano a modificare la percezione negativa di noi stessi, possono essere molto utili a potenziare le nostre capacità di fronteggiare positivamente lo stress e le sfide della vita. E  in questo contesto è più che mai importante citare la Meditazione come  strumento fondamentale per favorire proprio lo spazio che stiamo cercando: la capacità di vivere nel presente, osservare senza giudicare, accogliere ogni cosa rimanendo fiduciosi e centrati. E rafforzare la  propria capacità di resilienza.

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Cos’è la resilienza emotiva e come rafforzarla

I resilienti sono  quelli che tendono a  vedere di preferenza il bicchiere  mezzo pieno e a vivere  dolore  e avversità non solo non facendosi schiacciare, ma sviluppando più forza. Si definisce resilienza emotiva la capacità di reagire agli eventi con un’attitudine positiva che trasforma le avversità in occasioni di crescita.

Essere resilienti ci permette di affrontare una critica in modo costruttivo, di imparare una lezione senza il peso della rabbia o dell’autocommiserazione; di accettare la fine di una relazione senza diventare  rassegnati o disillusi verso il futuro, e aiuta a percepire il dolore senza rinnegarlo o essere sopraffatti da esso. Sono resilienti coloro che  riescono a perseguire il proprio obiettivo e i propri sogni,  a prescindere da quanti “no” ricevono. Di solito chi è resiliente sa anche accettare ed esprimere il proprio sé,  rimanere vulnerabile e sensibile nonostante le difficoltà che ha vissuto e agire mantenendo la fiducia nell’esistenza e il contatto con la propria umanità.

Alcuni hanno questa qualità innata, insita nella loro attitudine di vita, forse trasmessa dal sistema familiare. Per tutti quelli che se ne sentono sprovvisti, una buona notizia: la resilienza è un tratto che si può allenare e coltivare giorno dopo giorno, finché non diventi una risposta naturale. Ecco  alcuni suggerimenti per allenarsi alla  resilienza emotiva, o migliorarne la qualità:

  • Controllare gli impulsi: uno dei segreti della resilienza è saper controllare gli impulsi, così da   considerare anche le possibili conseguenze del proprio comportamento, e  scegliere se agire o meno in base a ciò che  sarebbe la necessità immediata di quel momento.  Ad esempio, se qualcuno ci fa arrabbiare, la risposta immediata potrebbe essere  rispondere male, urlare, esprimere ostilità; oppure, se ci riusciamo, fare un respiro profondo e aspettare un attimo.
  • Aspettare prima di rispondere: si è visto che basta aspettare qualche secondo per poter considerare le conseguenze a lungo termine della propria risposta e scegliere consapevolmente il miglior modo di reagire in quella situazione. Rimandare una reazione istintiva, come l’espressione della rabbia o la gratificazione istantanea  permette di scegliere di agire in modo allineato e coerente con quelli che sono i propri  obiettivi e intenzioni a un livello più profondo.
  • Tollerare il disagio: chi è  resiliente è in grado di  tollerare il fastidio e il disagio di una situazione, imparando anzi ad ascoltare l’emozione che disturba, raccogliere informazioni e solo in seguito agire.
  • Considerare una prospettiva più ampia del singolo momento: a chi non è capitato di felicitarsi, a distanza di tempo, per una per evento che lì per lì era stato vissuto come una catastrofe irreparabile?  Il problema è che  a volte sono necessari  mesi o addirittura anni per rendersene conto, e nel frattempo  si soffre più del dovuto.  Chi è resiliente ha fiducia nell’esistenza: dopo aver fatto tutto il possibile per modificare un evento, se continua ad andare nel modo indesiderato,    aiuta ricordare che ogni cosa è lì per noi, per aiutarci nella nostra evoluzione più alta.
  • Accettazione e  fede in qualcosa di più grande:  guardare  l’evento come dall’alto, da una maggiore distanza,  e chiedersi  se questa situazione potrebbe  essere  occasione per cambiare attitudini, tendenze, o addirittura modo di vivere, e qual’é la lezione da apprendere. L’accettazione non è rassegnazione, ma fede in qualcosa di più grande: facciamo del nostro meglio per  cambiare la situazione e poi accettiamo le cose come sono, lasciamo tutto in mani più grandi.
  • Attenzione a non creare stress col “senno di poi”: se allora avessi detto … se avessi fatto … accettare se stessi significa riconoscere che qualche volta si sbaglia, e soprattutto che prima dell’esperienza non potevamo avere la conoscenza e la consapevolezza che abbiamo recuperato  proprio grazie all’esperienza stessa.
  • Non accanirsi a capire: spesso c’è bisogno di più tempo per comprendere la vera dinamica degli eventi, ed è opportuno non pretendere di  capire tutto subito. Conserviamo la fiducia che non appena saremo pronti tutte le risposte  arriveranno.
  • Accogliere e sentire le emozioni con presenza: per far sì che  dolore, tendenza a piangersi addosso e vittimismo non prendano il sopravvento, è necessario permettere  le emozioni, anche se dolorose e sgradevoli, accettare che ci sono e sentirle. Riportiamo sempre la mente al corpo, sentiamo le emozioni nel corpo. Se non si lotta contro di esse, ma si accolgono con fiducia nella propria capacità di sentirle restando ancorati al momento presente,  si scoprirà che ben presto si trasformano ed è possibile superarle e andare oltre.

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  • Vivere nel presente: si dice che il tempo è un gran dottore e guarisce ogni ferita. Ma è importante comprendere che l’unico tempo che guarisce è il presente. Quando ci sentiamo depressi, stiamo ancora reagendo, a livello inconscio  a schemi del passato; se siamo preda dell’ansia abbiamo proiettato il passato indesiderato nel futuro. E’ opportuno guidare la mente a non  pensare continuamente al passato o al futuro, perché altrimenti non si “gusta” ciò che si fa e si vive, e si rischia di vivere di rimpianti, paure e timori che, alla lunga, generano stress.
  • Ricordare che anche questo passerà: le emozioni fluiscono e cambiano col tempo, minuto dopo minuto, giorno dopo giorno. Possono esserci  rabbia,  preoccupazione, paura, ma è utile ricordarsi che non dureranno per sempre: ricordiamo che sono stati tanti i momenti difficili e negativi che abbiamo vissuto e superato, ritornando poi a sentirci di nuovo bene.
  • Prendersi cura di sé: è importante dedicarsi a qualche attività che piace veramente e che diverte, senza per questo sentirsi in colpa.  Le persone resilienti sanno che la cura di se stessi  è indispensabile, e  non ha niente a che vedere con l’egoismo. Rendere la cura di sé  una priorità insindacabile  farà sì che  lo stress si riduca e i rapporti personali migliorino. Può essere che  per dedicare più tempo a noi stessi dovremo dire di no a qualcuno, che proveremo perciò paura di essere giudicati,  assieme al timore di perderne l’affetto. In questo caso accettare di sentire le emozioni che si provano, e allo stesso tempo difendere  quel “no”, se ci permette di dire sì a noi stessi e ai nostri bisogni. Se c’erano persone che ci frequentavano soltanto per i benefici che ottenevano, può essere che si allontanino, ma questo creerà spazio  per nuovi rapporti più sinceri ed equilibrati.
  • Ricordarsi che tutto è un gioco: ridere spesso, soprattutto di  se stessi, è un esercizio che  permette di sdrammatizzare, trovare una nuova prospettiva in pochi secondi e affrontare le cose peggiori con uno stato interiore completamente diverso. L’umorismo secondo Osho è un ingrediente  fondamentale per sviluppare la spiritualità, oltre a essere uno dei  più necessari per  godersi le varie fasi del viaggio della vita.
  • Esercitare la gratitudine: guidiamo la mente a  riconoscere che c’è sempre qualcosa per cui essere grati.
  • Prediligere la visione d’insieme ed essere costruttivi: il cuore conosce la gratitudine, com-prende, la mente separa e scompone. Non lasciamo che l’insieme sia rovinato da un  singolo aspetto. Ricordiamo che l’energia va dove scegliamo di porre la nostra attenzione, possiamo essere distruttivi o costruttivi: se scegliamo di vedere ostacoli, si creeranno difficoltà; se scegliamo di  vedere  le opportunità  si creeranno occasioni e possibilità.

Possiamo affermare,  osservando  questi  aspetti  caratteristici delle persone resilienti, che la resilienza è un atteggiamento mentale  che è possibile  imparare  esercitando queste attitudini giorno dopo giorno, rafforzando così la  nostra capacità di  affrontare lo stress  in modo costruttivo e ridimensionarlo.

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Attitudini e rimedi naturali contro lo stress

Anche  le nostre attitudini verso il nostro corpo e  l’alimentazione sono sicuramente aspetti importanti per rispondere in modo positivo allo stress. Risulta vincente uno stile di vita sano: dormire  un numero di ore sufficiente per notte; fare  qualche tipo di esercizio fisico aerobico e anaerobico almeno tre volte la settimana; fare esercizi di rilassamento e respirazione profonda; nutrirsi correttamente, con un’alimentazione varia e bilanciata in funzione di età, sesso, bisogni fisiologici e stile di vita; evitare il fumo,  l’eccesso di alcool, l’uso di  sonniferi e psicofarmaci.

In particolari condizioni, possono risultare utili, oltre ad integratori di vitamine e minerali, anche sostanze naturali toniche e cosiddette adattogene come il ginseng, l’eleuterococco, la pappa reale, il polline, la rodiola, l’alga spirulina, l’ashwaganda, per citare solo le più conosciute. Questi rimedi naturali contro lo stress sono efficaci sia sulle capacità mentali, (aiutano a migliorare l’attenzione, la concentrazione e la memoria), sia sulle performances fisiche (migliorano la risposta muscolare e riducono il senso di fatica), meglio se prescritte da un esperto che sappia individuare il più adatto per  ogni situazione.

Occorre sottolineare  infine che lo stress può manifestarsi anche come conseguenza  di qualche disfunzione o patologia ancora ignota, come disordini tiroidei, squilibrio di calcio e magnesio, anemia, diabete, depressione, patologie epatiche, patologie renali, alterazioni ormonali varie, carenze di nutrienti e oligoelementi. Queste condizioni  creano a loro volta ulteriore stress, determinando un circolo vizioso. E’ fondamentale quindi non aspettare troppo per una buona indagine medica che comprenda anche esami del sangue e delle urine, per valutare lo stato generale  psico-fisico.

FONTI

Lazarus e Folkman, Stress, appraisal and coping, Springer Publishing Company 1984

Faliva, Invito al benessere, ed. URRA 2008

http://www.crescita-personale.it/stress/1922/stress-salute-e-stili-di-vita/2924/a

http://www.humanitasalute.it/benessere-casa-e-lavoro/5759-contrordine-lo-stress-fa-bene/

https://tedsummaries.com/2014/05/08/kelly-mcgonigal-how-to-make-stress-your-friend/

http://psychcentral.com/blog/archives/2011/07/11/10-practical-ways-to-handle-stress/

http://www.cure-naturali.it/benessere-naturale/1271/strategie-rimedi-naturali-stress/1521/a