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Che cos’è la Programmazione Neurolinguistica – PNL?

La PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUSTICA, o  PNL, rappresenta una delle evoluzioni più innovative dell’ipnosi. Obiettivo della PNL è lo studio della struttura dell’esperienza soggettiva  per  favorire il superamento di limiti e la ricodificazione di nuove e migliori strutture di riferimento.

S. Gazzaniga, direttore del Program in Cognitive Neuroscience (U.S.A.), afferma che ben il 98% di quello che fa il cervello è al di fuori del dominio della coscienza, possiamo quindi comprendere l’enorme importanza che i condizionamenti neuroassociativi hanno nella nostra vita nel determinare i nostri stati d’animo e di conseguenza, i nostri comportamenti.

Come funziona la Programmazione Neurolinguistica – PNL?

Diversamente dal modello universalmente conosciuto dell’ipnosi classica, la PNL ha creato numerosi approcci in cui la persona può accedere a stati alterati di coscienza e allo stesso tempo rimanere presente e partecipare attivamente  ai suoi processi.

La PNL si basa sul principio che ogni comportamento ha una struttura e la struttura può essere modellata, insegnata e anche cambiata.  Questa tecnica  permette  di riorganizzare le informazioni e le percezioni in modo da raggiungere risultati prima ritenuti impossibili, agendo sui meccanismi elementari di funzionamento del cervello.

Che benefici favorisce la Programmazione Neurolinguistica – PNL?

Ricodificare il passato, trovare migliori motivazioni per la nostra vita, avere un accesso diretto alle proprie risorse, risolvere fobie, riprogrammare comportamenti limitanti, risolvere conflitti, replicare l’eccellenza... sono solo alcuni esempi delle possibilità che la PNL può facilitare.

Come è nata la Programmazione Neurolinguistica – PNL?  

La PNL nasce in America negli anni ’70 del secolo scorso. I suoi creatori R. Bandler e J. Grinder,  rispettivamente un matematico e un linguista, ebbero l’idea di condurre uno studio presso l’Università di Santa Cruz in California, sulle strategie utilizzate da molti comunicatori di successo.

Inoltre, osservando alcuni tra i maggiori terapisti al lavoro (M. Erickson, V. Satir e F. Perls),  scoprirono nei pur diversi stili, schemi ricorrenti e analogie. Queste strategie, identificate e comprese nella loro struttura, ebbero un ruolo fondamentale nello sviluppo della PNL. I risultati sono stati l’individuazione di una serie di strategie comportamentali e di modelli linguistici specifici e riproducibili.

Un grande contributo è giunto alla PNL anche dagli studi sul comportamento di Konrad Lorenz (1965)  e  George A. Miller, esponente del cognitivismo (1951). Fu quest’ultimo a stabilire la stretta relazione tra i processi interni all’organismo e il linguaggio che ne è l’espressione.

Lo studio del  linguaggio rivela infatti come esista una struttura superficiale che è espressione di una struttura più profonda di riferimento. La struttura del linguaggio usato da una persona riflette quindi i modelli inconsci del suo mondo e offre importanti informazioni sui tipi di processi  che è necessario ripristinare per superare condizionamenti e limitazioni.

Oltre che di Bandler e Grinder, nello sviluppo di svariati modelli operativi la PNL si è avvalsa di numerosi e significativi contributi, come quelli di Leslie Cameron-Bandler, Judith DeLozier, Robert Dilts, David Gordon. Nel tempo la PNL ha integrato nuovi modelli col lavoro di altri operatori, come Steve and Connirae Andreas, Todd Epstein, Tim Hallbom, Suzy Smith, Tad James, Antony Robbins, e molti altri.

La PNL è infatti un sistema aperto in continua evoluzione.*                                                                         

* Estratti da Invito al benessere, Annalisa Faliva, ed. Urra


Per saperne di più:

Usare il cervello per cambiare, Richar Bandler, ed. Astrolabio