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La Programmazione NeuroLinguistica: cos’è e a cosa serve?

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La vita ha questo di strano: che se non vuoi accettare altro che il meglio, molto spesso riesci a procurartelo.  W. Somerset Mougham

Possiamo definire la PNL  un insieme di tecniche innovative e modelli linguistici che permettono di controllare schemi  mentali che abitualmente operano a livello inconscio e riprogrammarli,  cosi che invece di ostacolare possano favorire l’evoluzione e l’espansione del potenziale dell’individuo.

Possono così migliorare, ad esempio, percezione di sé, processi decisionali, creatività, motivazione, apprendimento, problemi psicosomatici, comportamenti limitanti...

Nonostante sia  sorta alla fine degli anni ‘70 del secolo scorso, i più non hanno idea in cosa, la Programmazione Neuro-Linguistica, o PNL –  praticamente consista.  Il nome stesso sembra incutere una certa soggezione, forse per la presenza di termini come “programmazione” e “neuro”…

Ecco cosa afferma in proposito uno dei suoi creatori, Richard Bandler: Quando ho cominciato usando il termine  “programmazione” le persone si arrabbiarono veramente. Hanno detto cose come: ‘state dicendo che noi siamo come le macchine. Siamo esseri umani, non robot.’ Ciò che stavo dicendo veramente era proprio il contrario. Siamo la sola macchina che può programmarsi. Siamo auto-programmabili.

Il suo nome desidera sottolineare la connessione sempre presente nell’individuo fra le convinzioni consce e inconsce e gli schemi comportamentali appresi con l’esperienza di vita (“programmazione”), i processi neurologici che sono in atto (“neuro”), e gli schemi linguistici che  vengono utilizzati rivelando le strutture inconsce sottostanti (“linguistica”). La PNL fornisce strumenti specifici  per  comprendere  come funzionano questi diversi schemi e  riorganizzarli  per raggiungere specifici obiettivi che prima erano preclusi.

Tra gli scopi della PNL, che si può definire un metodo non convenzionale di ipnosi, c’è l’individuazione delle strategie inconsce alla base di abitudini/reazioni che permettono l’eccellenza, e la possibilità di riprodurle, amplificando così i comportamenti efficaci e diminuendo quelli indesiderati e limitanti.

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La PNL ha osservato che il contenuto della nostra esperienza viene organizzato nella mente secondo precise modalità. Una volta compresa questa struttura profonda si può guidare meglio la mente che, a sua volta, controlla  il corpo e il  comportamento. Si ottiene così  un maggior numero di opzioni, e questo si traduce in una vita con più possibilità.

Di conseguenza  si modificheranno anche i significati che la persona attribuisce  a se stessa e  alla sua esperienza, rendendo così possibili cambiamenti di atteggiamento e di comportamenti. Grazie alla PNL una percezione problematica di se stessi e del mondo e  la risposta limitante che ne consegue, possono quindi essere modificate applicando opportune tecniche di cambiamento.

Elementi di storia della Programmazione NeuroLinguistica (PNL)

Negli anni Settanta del secolo scorso il matematico ed esperto informatico Richard Bandler e il linguista John Grinder  ebbero l’idea di studiare mentre lavoravano tre psicoterapeuti eccellenti che stavano ottenenendo risultati straordinari: Fritz Perls (padre della terapia della Gestalt), Virginia Satir (terapeuta della famiglia) e Milton H. Erickson (medico e psichiatra clinico dall’abilità leggendaria e fondatore dell’ipnosi moderna). Nei pur diversi stili di espressione essi furono in grado di scoprire schemi ricorrenti e analogie. Queste strategie, identificate e comprese nella loro struttura,  hanno avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della PNL. I risultati sono stati l’individuazione di una serie di strategie comportamentali e di modelli linguistici specifici e riproducibili.

Tutto questo approdò nell’elaborazione del Metamodello, pubblicato nel primo libro di PNL, La struttura della magia. Il Metamodello è  l’individuazione delle modalità  con cui la persona organizza e registra le informazioni a livello inconscio; questo  rivela il suo modello interno dell’esperienza (o mappa), trattandosi del modello di un modello è quindi un  metamodello.

La PNL ha anche integrato elementi dagli studi di Konrad Lorenz (sul comportamento)  e  del cognitivista George A. Miller,  uno tra i primi a stabilire la stretta relazione tra i processi interni all’organismo e il linguaggio che ne è l’espressione.

Sviluppando  svariati modelli operativi  la PNL si è avvalsa di numerosi e significativi contributi,  citandone solo alcuni: Leslie Cameron-Bandler, Judith DeLozier, Robert Dilts, David Gordon. Nel tempo la PNL ha integrato nuove modalità di intervento col lavoro di altri operatori, come Steve and Connirae Andreas, Todd Epstein, Tim Hallbom, Suzy Smith,  Tad James, Antony Robbins, e molti altri. La PNL è infatti un sistema aperto in continua evoluzione; ultimamente ha introdotto  quello che in gergo viene chiamato il New Code e due nuove discipline come il Design Human Engineering (DHE) e il Neuro Hypnotic Repatterning (NHR), tecniche che in pratica utilizzano processi ipnotici per ristrutturare le esperienze che le persone hanno a livello neurologico e chimico.

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J. Delozier e R. Dilts

Da tempo si discute sul fatto che  la PNL non avrebbe fondamenti scientifici. In questo la PNL  si trova in buona compagnia … sono infatti piuttosto numerosi gli approcci naturali che funzionano egregiamente e offrono soluzioni a svariati malesseri, anche se non rispettano quelli che sono stati fissati come fondamenti scientifici. La mia esperienza trentennale di lavoro mi permette di affermare che le tecniche di PNL sono utili ed efficaci nella grande maggioranza dei casi. E quando non lo sono, mi piace ricordare che in proposito Milton Erickson usava dire  che quando l’ipnosi non funziona si tratta di cambiare operatore, fino a trovare quello giusto per quella persona…

Alcune  tecniche di Programmazione NeuroLinguistica (PNL)

  • Dal Modellamento, o Modeling, ha avuto origine l’intera avventura della PNL negli anni’70. Il  Modeling è una delle tecniche  più efficaci della PNL , e si basa sul rilevare e riprodurre modelli comportamentali utili. Si potrà così innescare un processo di apprendimento che permetterà a un nuovo codice di comportamento di emergere naturalmente nel contesto appropriato.  Il modellamento può essere di due tipi: intuitivo o analitico. Il primo caso è quando  avviene un’imitazione inconsapevole degli schemi di comportamento di un modello di riferimento. Per esempio nella relazione tra bambino e genitori, quest’ultimi  vengono  imitati e presi ad esempio dal bambino in modo del tutto inconscio. Il modellamento analitico è invece un intervento pienamente consapevole  che prevede un’accurata raccolta di informazioni relative alle strategie messe in atto dalla persona per ottenere un certo risultato. Per esempio, si possono  estrapolare  i meccanismi chiave sottostanti in aree di esperienza che funzionano, per guidare l’inconscio a replicare  questa abilità in altri contesti carenti o problematici.
  • Il Ricalco, o Pacing, è una tecnica ideata da Milton H. Erickson e si basa sul rispecchiamento e la sincronizzazione dei gesti  nel contatto con un interlocutore. Il ricalco può essere verbale (ripetere parte delle parole) paraverbale (ricalco del volume della voce/dell’intonazione/dell’accento), non verbale (postura) e situazionale (immedesimazione). Rispecchiare (in modo sottile, non scoperto) il tono di voce o la postura di chi è di fronte a noi è un modo per stabilire rapport – quella particolare connessione a livello inconscio che favorisce sintonia e fiducia.

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  • Il  lavoro con le Sottomodalità è uno dei capisaldi della PNL. L’essere umano filtra e rappresenta la realtà attraverso i 5 sensi, detti anche sistemi rappresentazionali, o sottomodalità.  Le distinzioni  nei singoli sistemi rappresentazionali ci indicano come  le  informazioni  vengono “immagazzinate” nel cervello. La rappresentazione del mondo e della vita che abbiamo nella mente è frutto della diversa composizione di questi elementi. La PNL ha scoperto che  modificando le sottomodalità anche la nostra rappresentazione dell’esperienza cambia. Significa che giocare con le sottomodalità è un modo molto efficace per lavorare direttamente sulle nostre rappresentazioni, cambiando così la percezione che ne abbiamo nella realtà. Semplificando possiamo affermare che lavorando sul contenitore cambia anche il   contenuto!  
  • L’Ancoraggio è una particolare tecnica che permette di richiamare velocemente un particolare stato d’animo positivo già vissuto e riaccedere alle risorse che esso contiene per  sostenere o favorire un evento attuale. Questa tecnica sfrutta le associazioni visive, uditive o cenestesiche per far riaffiorare sensazioni positive e permette di accedere alle proprie risorse interiori ogni volta che se ne sente il bisogno.
  • La Linea del Tempo, o Timeline, permette la rielaborazione della storia personale e dei propri ricordi. Lavorare con la Linea del Tempo favorisce un cambiamento di prospettiva guidando l’individuo a riprogrammare eventi che contengono vissuti traumatici, così da riorganizzarne in modo nuovo la registrazione interna e  creare quindi un nuovo futuro che, libero da quei vecchi schemi limitanti,  può aprirsi a nuove prospettive e possibilità.

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Ricodificare il passato, riprogrammare comportamenti limitanti, superare dipendenze, migliorare l’autostima e le proprie prestazioni in ogni campo, trovare migliori motivazioni per la nostra vita, avere un accesso diretto alle proprie risorse, risolvere  fobie e conflitti… sono solo alcuni esempi delle possibilità che la PNL può facilitare.

FONTI

Richard Bandler, John Grinder, La struttura della magia,  ed. Astrolabio-Ubaldini

Richard Bandler, John Grinder, Robert Dilts, Leslie Cameron-Bandler, Judith DeLozier, Programmazione neurolinguistica,  ed. Astrolabio-Ubaldini

Annalisa Faliva, Invito al benessere, ed. Urra

http://www.lamentemente.com/page/259/?referer=www.domainratio.com

https://libreriapnl.wordpress.com/cos-e-la-pnl-programmazione-neuro-linguistica/