La Chiave del Cambiamento / Ultima parte

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Esprimere le emozioni che ci disturbano equivale a creare lo spazio giusto perché possano andarsene, come tutti i fenomeni infatti è normale che così come sono sorte, a un certo punto tramontino e scompaiano.

Ma come possiamo raggiungere questo risultato senza distruggere i nostri rapporti e lasciare cumuli di macerie al nostro passaggio? Lasciare le emozioni libere di fluire non significa tirarle addosso agli altri… se il nostro benessere viene raggiunto con l’apporto di morti e feriti è ovvio che non è la maniera opportuna!

Lavorare sulle nostre emozioni

Tutti vogliamo essere felici, vivere nell’abbondanza ed essere in pace… Ed ecco che le emozioni negative ci creano un sacco di problemi, ci limitano, ci creano un mondo di tristezza, rabbia e fallimento… possiamo definirle vere e proprie azioni di auto-sabotaggio. E – visto che la scelta è sempre nostra – cosa preferiamo fare: alimentarle e sperimentare mancanza, incapacità e disarmonia, oppure lasciarle andare in modo consapevole e responsabile, trasformarle ed aprirci sempre di più a ricevere, stare bene e amare?

Se la risposta può essere ovvia, altrettanto non lo è come procedere.

Però stiamo raccogliendo elementi utili: abbiamo già visto come è opportuno che l’attitudine verso noi stessi sia di amore e comprensione (senza per questo cadere nell’autocommiserazione), che l’accettazione e l’apertura del cuore sono indispensabili, mentre il giudizio, la severità e lo sforzo di volontà non funzionano.

Un altro punto fondamentale è riconoscere che l’unico tempo in cui lavorare sulle nostre emozioni è adesso, rimandare a un altro ipotetico momento più favorevole o pensare che il problema è troppo vecchio per poterci fare qualcosa sono solo strategie della mente per continuare a tenerci in suo potere.

Per poter partire abbiamo inoltre bisogno di un punto di partenza sicuro e reale, un pezzo anche se piccolo di verità su cui contare. I Maestri insistono a dire che dentro di noi nel profondo siamo già illuminati, solo che dobbiamo riconoscerlo per fare nostro questo spazio di Verità in cui il nostro piccolo io si fonde con Tutto ciò che E’.

Anche se non ce ne rendiamo conto abbiamo già fatto esperienza di questo spazio di vero essere in cui la nostra natura essenziale è lì: in tutti quei momenti in cui siamo gioiosi senza ragione, o in quegli attimi in cui una pace senza parole si diffonde da dentro, oppure istanti in cui ci sentiamo felici per niente in particolare, o una vibrazione d’amore senza soggetto ci sorprende così, mentre siamo alle prese con le cose di tutti i giorni.

A chi non è successa questa esperienza di pura gioia, puro amore, pura estasi… forse possiamo obiettare che sono sempre istanti così brevi e già svaniti, specie se tentiamo di afferrarli e di trattenerli. Non importa se durano pochi secondi, questi istanti rappresentano la nostra esperienza diretta di quella pura coscienza realizzata al centro del nostro essere, intoccata come un prezioso diamante da tutto ciò che accade alla periferia.

I Maestri Spirituali che vivono costantemente in quello spazio ci dicono che lì, in quello che è stato chiamato non-mente, spazio vuoto di oggetti e pieno di qualità essenziali, come puro amore, pura gioia, pura pace indisturbata… non ci sono pensieri, n’è emozioni, perché la mente ha ritrovato il suo ruolo di servitore e quando non serve si può spegnere, come una radio.

Metodi di purificazione per trasformare le emozioni

Così possiamo dire che la mente e le emozioni ci servono per elaborare tutto ciò che ci impedisce di riconoscere che siamo già dove stiamo cercando di andare…si tratta solo di togliere le interferenze. Trasformare le emozioni che ci limitano e ci fanno soffrire equivale a una purificazione: tutto ciò che non va viene dal passato, se ci liberiamo da quei vecchi strati che ci condizionano ecco che diventiamo più veri e più capaci di vivere il presente. E così, occupandoci di uno strato dopo l’altro, saremo sempre più liberi.

Ci sono tantissimi metodi di purificazione. Alcuni sono molto antichi, come la meditazione, le pratiche di guarigione, il lavoro col corpo, l’ipnosi. Altri più recenti, come le terapie cognitive (Programmazione NeuroLinguistica, Gestalt, D.M.O.K.A. ecc.) o le tecniche di psicologia Energetica, come: EFT, PSYCH-K, LOGOSINTESI, QUICK REMAP ecc. nominando soltanto alcuni dei tanti approcci alla trasformazione di una realtà in creativa espansione…

Anche nel mio libro Invito al benessere vengono presentate numerose tecniche di ipnosi e autoipnosi per favorire il cambiamento.

Ecco un metodo semplice e alla portata di tutti per trasformare le emozioni indesiderate, che si basa sull’alternarsi di contrazione e espansione. E’ questo il ciclo naturale dell’Universo che ci riporta alla nostra interiorità, così che possiamo prenderci cura di ciò che ha bisogno di essere guarito e superato.

Pratica: Trova un posto tranquillo e organizzati per non essere disturbato per almeno un’ora.

Prepara vicino a te dei cuscini, così da poter sfogare la rabbia senza farti male se ne avessi bisogno, e una stuoia o una coperta per sdraiarti a terra se ne sentissi la necessità.

  1. Quando c’è un problema, di qualsiasi natura esso sia, si genera sempre una contrazione nel corpo, il primo passo è accettare di sentire il dolore, la paura, la tensione ecc. ecc. quello che sta provocando contrazione nel corpo.

  2. Individua cosa sta provocando la contrazione, forse un pensiero, una convinzione, un giudizio, una paura ecc.


  3. Riporta l’attenzione al corpo, nota dove si è prodotta la contrazione. Senti come si manifesta, entra nei dettagli, respiraci dentro privo di qualsiasi giudizio o animosità. Non stai cercando di fare niente in questa fase: semplicemente permetti alle cose di essere come sono, e respiri nella contrazione. Lasciando il respiro sciolto, respira profondamente attraverso la bocca con la mascella rilassata, o inspira attraverso il naso ed espira attraverso la bocca. Tempo da 5 minuti a più.


  4. Il respiro ben presto crea più spazio: quello che era contratto inizia il movimento di espressione. Qualcosa bloccava l’espressione, ora il respiro la sta liberando. Continua a respirare profondamente nella parte contratta, lasciando il corpo libero di fare quello che ha bisogno di fare per esprimere la contrazione. E’ molto probabile che salgano a galla delle emozioni, continua a respirarci dentro e lascia che facciano quello che hanno bisogno di fare per trovare espressione, usando il movimento e la voce (se la tua situazione non permette che si faccia rumore puoi gridare dentro a un cuscino, anche se meno soddisfacente libera comunque la gola). Mano a mano che le emozioni salgono riconoscile, esprimile e lasciale andare. Possono esserci strati di diverse emozioni.
    Attenzione: Se quella contrazione è con te da tempo e quelle emozioni sono abituate a stare ben chiuse nell’inconscio non sarà così facile liberarle. Potrebbe essere necessario esagerare un po’ all’inizio, e se ti sembra di non sentire niente fai delle ipotesi e recita o rappresenta quella che sai o supponi essere la causa della tua contrazione. Ripetendo questa tecnica , col tempo si creerà più spazio e arriverai a sentire effettivamente quello che c’è lì, e a poterlo esprimere. Perché questo succeda può essere necessario continuare la pratica per qualche mese, una o più volte la settimana. Ingrediente indispensabile è in ogni caso è mettere da parte completamente il giudizio, o le aspettative di come lo sblocco si manifesterà.


  5. Dopo un tempo abbastanza lungo, da 15 minuti a più, in cui sei stato unicamente nella fase espressiva e hai lasciato il corpo libero di buttare fuori, riporta l’attenzione alla zona da cui sei partito. Prendi nota mentalmente di come si è modificata la percezione in quella parte.
    Poi siedi con la schiena eretta senza appoggiarti, in questo modo l’energia che si è liberata può scorrere lungo la spina e venire integrata. Se non sei abituato a stare con le gambe incrociate, puoi sederti semplicemente su una sedia, così da avere i piedi ben appoggiati a terra e il peso bilanciato sul bacino. Senti l’energia che si muove nel corpo, osserva quietamente ogni cosa nello spazio interiore.
    Esprimendo la contrazione, la naturale conseguenza è che si crea un’espansione: senti l’espansione che è in te, può essere molto ampia ed evidente, o leggera e appena accennata. In ogni caso sperimenta ciò che senti per qualche minuto.
    Poi sposta la tua attenzione sul respiro: l’aria che entra, l’aria che esce, solo questo. Se sorge un pensiero guardalo come guarderesti un passante, e non appena puoi lascialo andare per la sua strada e torna al respiro, senza nessuna lotta. Puoi notare che il respiro ti sta guidando naturalmente sempre di più a sentire una sensazione di centratura interiore, di quieta pace? Questa è la prima percezione del tuo centro. Rimani in questo spazio da 10 minuti a tutto il tempo che vuoi.


  6. Prendere l’abitudine di scrivere le tue osservazioni prima e dopo la pratica può essere utile per tenere una specie di diario di come si trasformano le tue percezioni.

Per esempio:

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Con questa semplice pratica abbiamo onorato le emozioni perturbanti permettendogli di fare il loro lavoro: mostrarci quello che in noi ha bisogno di ricevere attenzione ed essere trasformato e guarito.

E quello che si produce è il cambiamento…

Bibliografia
Invito al Benessere, Annalisa Faliva, ed. Urra
Il sì che guarisce, Niro Markoff, ed. Armenia