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Perché l’Autoipnosi funziona

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Emile Coué

Il  maggior rappresentante dell’ipnosi moderna, Milton Erickson, usava  dire: “Tutto è ipnosi”.

Con questa affermazione intendeva  che innanzi tutto l’ipnosi non è qualcosa da “fare” o “ricevere”, ma lo stato abituale in cui viviamo, preda di comportamenti automatici che limitano le nostre possibilità.

Il primo passo per  uscirne, consiste quindi  nel renderci conto che se non siamo in armonia con noi stessi, se non siamo in grado di godere della nostra vita proprio ora, a prescindere dalle circostanze esterne, e di esprimere al meglio i nostri doni innati, è perché stiamo ripetendo  limiti appresi.

Più saremo disposti a individuare e sciogliere ciò che ci crea disturbo a livello interiore, con le relative convinzioni limitanti, più potremo raggiungere il vero benessere. La nostra personalità non è altro che una serie di stati di trance retti da parti inconsce che si sono sviluppate nella nostra infanzia, in seguito agli eventi che abbiamo vissuto. Queste trance si sono rafforzate con la ripetizione: ci siamo “convinti” di essere in un certo modo e i nostri programmi inconsci regolano la nostra esperienza del mondo.

A seconda di quanto ci succede  noi traiamo conclusioni su ciò che la vita è o non è, se sia possibile fidarsi o no degli altri, se l’Universo sia un luogo di abbondanza o di scarsità ecc … Ma in realtà è la griglia dei nostri programmi inconsci a richiamare a noi le esperienze che vi sono codificate e a non essere in grado di “leggere” tutto ciò che non è predisposta a riconoscere.

L’ipnosi ci spiega che ogni cosa accade allo stesso tempo nella nostra esperienza, tutti gli elementi sono presenti: bello e brutto, salute e malattia, difficoltà e facilitazioni ecc. In una vita ci sono pari opportunità di incontrare i due principi della dualità, ma la costante ripetizione dei condizionamenti del passato guida i nostri passi e richiama a noi soltanto ciò che i nostri programmi inconsci prevedono.  Tratto da Invito al benessere  pag.14

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In altre parole viviamo praticamente  in “trance”, in uno stato di coscienza in cui reiteriamo l’abitudine di pensarci e  percepirci in un determinato modo, che nella grande maggioranza dei casi è negativo: non sei, non puoi, non sai, non riesci, ecc … Questi stati di trance li abbiamo ripetuti talmente spesso che sono diventati il nostro abituale modo di considerare  noi stessi, lo stato interiore che riconosciamo come “io”.   E  “ripassiamo” sovente, è sufficiente che l’esterno ci richiami  le situazioni di base che abbiamo respirato in famiglia, specie nei primi sette anni quando la psiche è estremamente ricettiva e assorbe come una spugna i modelli   delle principali persone di riferimento. Basta quindi un tono di voce, un’occhiata, un gesto, una particolare situazione … e in modo del tutto automatico, senza che noi ne siamo consapevoli, la nostra mente inconscia ripete quelle scene rimaste in memoria, come se  rivedesse quel film, e questo rinforza le convinzioni negative che contiene.

Perché l’Autoipnosi  funziona

Già parecchi secoli fa il filosofo greco Epitteto affermava  “la sofferenza non sta nei fatti che viviamo, ma nella interpretazione che noi diamo di quei fatti” ,  interpretazione  che se vogliamo possiamo cambiare, ovviamente. Ecco perché è opportuno imparare qualche nozione di base di autoipnosi, l’arte di comunicare autonomamente con il proprio inconscio; se gli diamo  amorevolmente delle suggestioni positive  e siamo costanti nel farlo, potremo controbilanciare l’autoipnosi negativa in cui viviamo abitualmente. E l’inconscio impara velocemente, e sceglie sempre l’opzione migliore, non appena  sia integrata e congruente con l’insieme delle parti.

Oltre agli stati di trance  che si inducono quando il presente “risuona” con eventi traumatici o problematici del passato rimasti “congelati” e quindi con il loro contenuto emozionale  doloroso ancora operativo, esistono anche i cosiddetti stati “naturali” di trance.

Autoipnosi: imparare a comunicare con l’inconscio da soli

 Siamo in uno stato naturale di trance   in tutti quei momenti in cui la nostra attenzione è totalmente assorbita in ciò che stiamo facendo: leggere un libro appassionante, guardare un film avvincente, ballare, rilassarsi in un bagno caldo, suonare, dipingere, scrivere, ascoltare musica ecc. Quando siamo totalmente assorbiti in un’attività coinvolgente e il mondo attorno a noi sparisce, siamo in uno stato alterato di coscienza. 

Cadiamo in trance anche quando siamo alle prese con un’azione abituale che ci annoia: per esempio lavare i piatti meccanicamente, fare la spesa al supermercato, guidare seguendo sempre lo stesso tragitto … La nostra mente si assenta, vaga altrove, non siamo più presenti alla realtà di quel momento.

 In tutti questi stati di trance naturale la nostra mente cosciente è fuori gioco, completamente assorbita in un interesse o distratta. L’accesso all’inconscio, normalmente inibito dal controllo della razionalità, è in quei momenti libero e diretto. 

Se sapessimo come fare, potremmo approfittare di quegli stati naturali di trance per parlare all’inconscio e stimolarlo ad aiutarci per realizzare i nostri obiettivi. L’ipnosi si propone proprio questo guidandoci a ricreare lo spazio più adatto a comunicare con l’inconscio, e  l’autoipnosi è la capacità di applicare da soli tecniche e procedure per indurre l’inconscio a diventare nostro alleato in ciò che desideriamo realizzare. Tratto da Invito al benessere pag.13

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L’autoipnosi  di Coué: una sola frase per tutto

Emile Coué era un farmacista che  insieme alle medicine , prescriveva ai clienti anche una frase da ripetere :  “Ogni giorno, da tutti i punti di vista, io vado di bene in meglio”.

Coué arrivò a curare ogni tipo di problema, sia psicologico che fisico, con quest’unica frase.

Nel suo libro “Il metodo Coué” pubblicato nei primi decenni del 1900,  il Dott. Coué sosteneva che esiste all’interno di noi  una forza di incalcolabile potenza che  se diretta saggiamente,  può renderci padroni di noi stessi e  permetterci non solo di liberarci dei mali fisici  e mentali ma anche di vivere felici. La sua teoria dell’autosuggestione mostrò la sua validità e conseguì eccellenti risultati molto prima che si parlasse di medicina psicosomatica.

(…) Coué fu un vero precursore dell’autoipnosi sostenendo come l’immaginazione combinata con l’auto suggestione  sia in grado di creare un nuovo genere di realtà, libera dalle limitazioni del passato e migliore di quella che contiene “il problema”.

Il suo consiglio è di far sparire dal proprio vocabolario i termini “non posso”, “impossibile”, “difficile” e di pensare che il compito da svolgere sia facile e superabile agevolmente IN OGNI CASO.

Credere in noi stessi e nelle nostre forze inconsce aprirà infatti  la strada al fluire dell’energia e ci permetterà di svolgere bene, velocemente e senza fatica anche quello che, se considerato difficile, avrebbe richiesto uno sforzo notevole.    

Che ce ne rendiamo conto o no,  nel retro della nostra mente sono sempre in corso commenti poco lusinghieri su di noi, valutazioni negative, giudizi severi ecc. che sono delle vere e proprie autosuggestioni e ci influenzano e condizionano enormemente.

Diventare più consapevoli di questo condizionamento inconscio che costituisce un vero e proprio “autolavaggio  del cervello” e sostituirlo con uno positivo, può costituire un grosso vantaggio. Una volta che l’inconscio abbia accettato la nuova idea e abbia verificato che funziona meglio, il riflesso condizionato negativo viene progressivamente lasciato cadere, mano a mano che il nuovo schema viene imparato.  (…)

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L’autoipnosi di Coué: come fare

Pratica: Siedi comodamente, chiudi gli occhi. Fai qualche respiro profondo e invita il rilassamento. Respira alcune volte nelle varie parti del corpo partendo dai piedi e risalendo fino alla testa, sempre più rilassato e presente allo stesso tempo…focalizzati soltanto sulle sensazioni del corpo che si lascia andare sempre di più e lascia scivolare via i pensieri … Quando sentirai   rilassato il corpo e la mente,  ripeti alcune volte:

“La mia vita sta migliorando ogni giorno, da tutti i punti di vista …” ed evocane in te la sensazione positiva (anche solo per qualche istante, ma con intensità).

La conoscenza che l’ipnosi ha continuato a sviluppare dai tempi di Coué dimostra che utilizzare il gerundio nelle proprie frasi invece del tempo presente è più efficace. Per l’inconscio, sensibile alle presupposizioni, è infatti più facile portare avanti o perfezionare qualcosa che  si riconosce stia  già accadendo …

Ripeti l’autoipnosi con la frase di Couè tutti i giorni per alcuni mesi,  e ripetila per una ventina di volte la notte prima di addormentarti. Nel frattempo è molto utile ripetere  mentalmente la suggestione di Coué anche durante il giorno, quando ti va di farlo, in momenti in cui la tua attenzione non sia troppo impegnata, come ad es. in autobus, in treno, in fila al supermercato ecc.

Utilizzando quei tempi di attesa in cui puoi astrarti per qualche minuto da quanto sta avvenendo attorno a te, puoi ripetere la frase come un mantra per 20 o 30 volte di seguito, sempre evitando sforzo o tensione e rimanendo in uno spazio di rilassata passività.

–  Può anche essere molto utile ripetere nello stato ipnoidale che precede il sonno, o quando ti accorgi di essere in uno stato di trance naturale,  frasi come: “..stanotte dormirai perfettamente bene e ti sveglierai calmo e rilassato”; “..Mente Inconscia mentre dormo porta energia al fegato (o qualsiasi altro organo ne abbia bisogno…) e fallo recuperare al meglio”; “..in tutto il corpo/mente vitalità, equilibrio, benessere” ;“..ogni giorno più fiducia in me e nelle mie capacità”; oppure “..Mente Inconscia lavora al problema tutto il tempo della notte e domani mattina appena sveglio fai  che  la soluzione giusta per me emerga facilmente e naturalmente” e nello spazio  che precede il completo risveglio la mattina: “..oggi mi sento calmo, forte e fiducioso” “..oggi X  farà fronte a tutti i suoi impegni nel modo migliore, e sarà facile e divertente come un gioco”.   Tratto da Invito al benessere, pagg. 279-80-81

Il risultato migliore si avrà utilizzando la stessa suggestione per un periodo abbastanza lungo, di almeno un mese, prima di cambiarla.