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Archetipi di Jung: il Fanciullo Divino, l’Eroe, il Vecchio saggio

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Archetipi di Jung: il Fanciullo Divino, l’Eroe e il Vecchio saggio, qual è il loro significato?

Ricordiamo che gli archetipi  sono modelli  di base, forme primordiali comuni a tutti gli individui e si rivelano utili  per  riconoscere e descrivere  modelli di comportamento ricorrenti in tutte le epoche e le culture.

Secondo Jung  gli archetipi sono radicati nell’inconscio collettivo dell’umanità e influenzano il modo in cui le persone pensano, sentono e si comportano.

Archetipi di Jung: il Fanciullo Divino

L’ archetipo del  Fanciullo Divino ci riporta a quel bambino che è presente e continua a vivere dentro ognuno di noi, anche se nel frattempo siamo diventati adulti. Il bambino/a, dentro di noi è la sorgente dell’energia vitale, della gioiosità luminosa, della freschezza dell’innocenza, dell’apertura alla vita.

I doni che questo archetipo porta con sè sono quelli propri del bambino: la purezza, l’animo innocente, la capacità di sentire fiducia incondizionata verso la vita, lo stato di meraviglia che permette di vedere il mondo sempre come fosse nuovo.

Un aspetto fondamentale dell’ archetipo del Fanciullo è il suo essere “avvenire in potenza”. Il fanciullo, in quanto artefice della totalità, è salvifico. Egli riesce ad unificare gli opposti,  a realizzare la sintesi di elementi consci e inconsci della personalità.

La personalità del Fanciullo Divino è caratterizzata da una profonda sensibilità e ricettività, e da un temperamento mutevole e curioso.

E’ abbastanza evidente perciò quanto sia fondamentale riuscire a contattare il Fanciullo Divino che si cela nel profondo, in ognuno di noi.

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Questo archetipo può aiutarci a trovare un equilibrio tra il nostro io adulto e quello bambino,  per riuscire a distinguere i momenti in cui è necessario adoperare la forza e il controllo, da quelli in cui è possibile lasciar cadere le difese e andare incontro alla vita a braccia aperte.

Egli è l’unico che può consentirci di vivere la realtà senza rinunciare ai nostri sogni, ideali e valori.

Archetipi di Jung: Il Fanciullo Divino  e il lato Ombra

Che succede quando nel Fanciullo Divino prevale un lato ombra non integrato? Possiamo allora trovarci al cospetto di un uomo adulto la cui vita emotiva è rimasta ferma a un livello adolescenziale. Riconosciamo il tipico esponente di questa categoria dal fatto che conduce di norma una vita priva totalmente d’impegni definitivi.

Questo individuo cerca il più possibile d’evitare le responsabilità tipiche della persona adulta, nel timore di rimanere imprigionato in situazioni da cui poi difficilmente riuscirebbe a svincolarsi.

Egli brama indipendenza e libertà, è facilmente irritabile davanti alle richieste, tende a trovare intollerabile qualsiasi limitazione. Questa personalità può risultare come un bambino viziato in cui si manifestano immaturità, egoismo, narcisismo e incapacità di sviluppare una prospettiva adulta adeguata alla vita.  

Archetipi di Jung:  l’Eroe

A proposito di questo archetipo Jung afferma; “Tutte le volte che nella nostra vita siamo alle prese con il “drago”della paura, del dolore, della morte possiamo scegliere di immedesimarci con l’archetipo dell’eroe e scegliere la “vita” di fronte alla “non vita.”

Il bambino che è in noi ama la stabilità e non i cambiamenti, si spaventa facilmente e preferisce stare nella zona di comfort. Ma in noi c’è anche l’eroe: in ognuno di noi c’è un potenziale, un’impresa  a cui siamo chiamati a un livello profondo. La vita stessa è potenzialmente un viaggio dell’eroe per ognuno di noi.

L’eroe rappresenta per ogni essere umano la possibilità e la capacità di avanzare per la propria realizzazione ed evoluzione personale. Il viaggio dell’eroe è il viaggio archetipico dell’Io, per raggiungere  autorealizzazione e individuazione.

Un viaggio attraverso un percorso sconosciuto, che porterà ad affrontare  quel drago, rappresentato dalla propria Ombra, che è a guardia del tesoro, il nostro vero Sé che l’eroe deve trovare.

In questa ricerca l’eroe può essere fermato dalle sue ferite emozionali, dai vizi e dalle dipendenze. L’eroe deve in genere superare una difficoltà che il vecchio modo di essere non può risolvere, bisogna andare alla ricerca di qualcosa di nuovo.

Per fare questo deve scontrarsi con le paure del bambino che ricerca la sicurezza del conosciuto ed è ostile al rischio e al cambiamento. Ecco che il primo mostro da sconfiggere per l’eroe, è la “resistenza” ad abbandonare  la protezione del conosciuto.

L’eroe è in grado di motivarsi a procedere, di accettare la possibilità del sacrificio, di affrontare il confronto con innumerevoli morti e rinascite.

Le battaglie contro il mostro, il nemico, non rappresentano nient’altro che le sfide che il nostro io  si trova davanti quando affronta le paure, e i traumi non integrati che si trovano nel sacco dell’Ombra, e che l’inconscio con grande abilità sa proiettare su persone e situazioni esterne.

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Archetipi di Jung : L’Eroe e il lato Ombra

L’archetipo dell’eroe è la forza vitale che permette all’uomo di risollevarsi e procedere, anche oltre la caducità del corpo e la morte. Ma quale livello di consapevolezza è presente nell’eroe?

Dalle storie dei miti greci apprendiamo che una volta compiuta l’impresa l’eroe può “dimenticare” con noncuranza chi lo aveva aiutato, e tradire la fiducia di chi lo aveva amato (pensiamo a Medea e Giasone, per esempio, o a Teseo e Arianna).

Tradimenti, arroganza, leggerezza e superficialità, possono essere le conseguenze, quando la parte ombra non integrata prevale.

La nostra speranza è che l’eroe in noi sappia trarre forza sia dalla Luce che dall’Ombra, perché come spiega Jung: “Il più bel simbolo della libido è la figura dell’eroe..una figura che passa dalla gioia al dolore e dal dolore alla gioia e come il sole, ora si leva allo Zenith, ora si immerge nella notte più scura solo per risollevarsi a nuovo splendore.”

Archetipi di Jung: Il Vecchio Saggio

Il Vecchio Saggio è l’Archetipo dell’uomo potente capace di dare buoni consigli, e rappresenta la Dimensione  Spirituale.

Il Vecchio Saggio  appare nei sogni, nel mito e nel folclore sotto molteplici forme simboliche: mago, medico, sacerdote, maestro, persona autorevole, vento, gnomo, antenato, animale che porta aiuto, divinità, stregone presso i popoli primitivi, sacerdote e monaco in tutte le religioni.

Il Vecchio Saggio si presenta sempre in una situazione in cui perspicacia, intelligenza, senno, decisione e pianificazione sarebbero necessari, ma non possono provenire dai mezzi propri dell’individuo in quel momento di vita; così l’Archetipo compensa questo stato di carenza spirituale.

Anche nelle fiabe il Vecchio Saggio appare sempre quando l’eroe si trova in una condizione critica o disperata, dalla quale può liberarlo solo una profonda riflessione o intuizione, dunque una funzione spirituale.

L’Archetipo dello Spirito, portando alla presa di coscienza, libera l’individuo dalla fatica di pensare da solo. Anzi il Vecchio Saggio è proprio questa adeguata riflessione e concentrazione delle forze morali e fisiche che avviene in una regione psichica fuori della coscienza.

Il Vecchio Saggio riesce a vedere oltre la situazione oggettiva, è capace di fornire informazioni preziose che aiuteranno il protagonista a superare quel particolare momento, sa quali strade conducono alla meta e le indica all’eroe mettendolo in guardia contro pericoli futuri.

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Il Vecchio rappresenta da un lato riflessione, saggezza e intuizione, dall’altro anche qualità morali come benevolenza e sollecitudine. E’ immortale e penetra le tenebre caotiche della vita ordinaria con la luce del significato. Conformemente alla sua originaria natura di vento, lo spirito è sempre l’essenza attiva, mossa, che vivifica, stimola, infiamma e ispira.

E’ il dinamico e costituisce quindi l’opposto della materia, della staticità, dell’inerzia e dell’assenza di vita. Si tratta infine del contrasto tra la vita e la morte perché lo Spirito è essenzialmente ciò che vive e dà vita.

Archetipi di Jung: l’integrazione dei conflitti e dell’Ombra

Abbiamo visto come tutti gli archetipi, oltre al carattere positivo, quando il lato Ombra prevale, possono avere anche un carattere negativo.

In questo caso il Vecchio Saggio può anche restare catturato in remoti stati mentali negativi, o può apparire come figura che compie azioni malvagie, come ad esempio un mago nero. Può mostrarsi nella parte dell’oppositore, per esempio di una autorità che tiene prigioniera la principessa destinata all’eroe.

Possiamo affermare che gli archetipi ci spingono a vivere più intensamente e completamente, i il confronto con la parte ombra si presenta come stimolo e possibilità di riconoscere le ferite che lì si celano, e prendersene cura.

Imparare  ad accogliere anche gli elementi ambivalenti e conflittuali può aiutarci ad agire in modo più consapevole, a uscire da comportamenti automatici di vecchi modelli e a rappresentazioni  non utili che ciascuno di noi ha interiorizzato nella propria storia di vita.

Il fine è l’integrazione, che ci conduce a una evoluzione. E’ difficile riuscirci da soli, a causa dell’ipnosiche identificazione e condizionamenti operano su di noi tutti.

Utilissime perciò le tecniche che ci permettono di intervenire su limiti, paure e conflitti, andando a disinnescare le sofferenze dei numerosi traumi che tutti, in misura più o meno importante, ci portiamo dietro.

Citiamo innanzi tutto Ipnosi e PNL, ma anche Autoipnosi, DMOKA e Psych-K, e tecniche di psicologia energetica come  EFT e EFT Integrata,EFT ed EFT Integrata TAI. La libertà dai limiti e dai programmi limitanti del passato potrà allora aprirci per realizzare sempre di più il potenziale evolutivo di ogni archetipo.

FONTI

M-L. von Franz, L’Eterno Fanciullo, Red edizioni

Dilts, Gilligan, Il risveglio dell’Eroe con la PNL, Alessio Roberti Editore

https://www.denisebargiacchi.com/archetipi-vecchio-saggio