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L’ansia è un’emozione fondamentale e del tutto spontanea dell’essere umano, e come tutte le emozioni, non ha nulla di negativo in sé.

Essa rappresenta una parte necessaria della risposta allo stress e abbiamo già detto che la sua funzione  è di avvertirci in anticipo circa possibili situazioni di pericolo.

Provare ansia è sicuramente sgradevole, e la reazione che ci verrebbe più naturale è tentare di scacciarla, e per fare più in fretta magari prendiamo un ansiolitico. In realtà i farmaci non risolvono il problema, certo ci fanno sentire meglio,  ma solo perché soffocano chimicamente i sintomi fisiologici, ma non possono agire sulle vere cause che ci portano a sentire ansia. 

La nostra tendenza naturale sarebbe trattare ogni tipo di malessere come qualcosa che bisogna eliminare il prima possibile, ma sappiamo che in realtà ansia e paure  derivano da movimenti profondi  nel nostro inconscio e rappresentano  veri e propri messaggi che vanno ascoltati e decifrati. Se vogliamo gestire i problemi legati all’ansia per far si che non si rafforzi e diventi una compagnia abituale,  è opportuno innanzi tutto accettare  che è lì, ascoltarla e cercare di comprendere il messaggio che porta.

Invece che “combattere l’ansia”, come possiamo invece incontrarla, ascoltarla, e farcela amica, in modo che possa  darci  i suoi messaggi, e una volta svolto il suo lavoro  possa svanire  spontaneamente? Ecco un esempio di come procedere con l’utilizzo di EFT.

Abbiamo già detto di come EFT (tecniche di libertà emotiva) sia un metodo di auto aiuto molto efficace e di facile utilizzo: per trattare un problema di qualsiasi natura, si stimolano con le dita una sequenza di punti di agopuntura facilmente reperibili, mentre si descrivono  tutti gli aspetti fisici, mentali ed emotivi  che vanno a comporre il disagio. Questo porta a uno sblocco energetico ed emozionale che corrisponde ad un alleggerimento della tematica di partenza e, trattando opportunamente tutti gli aspetti coinvolti,  anche alla sua risoluzione.

Ansia cronica trattata con EFT e TAI

Ecco il caso di una  signora di 45 anni, che chiameremo Gloria, con sintomi che lei definisce di “ansia cronica” , trattata con successo  con EFT e TAI, recente evoluzione di EFT.

Al momento Gloria avverte questo stato come un profondo disagio interiore a “essere nella sua pelle”, respiro corto e superficiale, senso di oppressione nell’area petto-gola,  ansia e  rabbia. Ha precedentemente utilizzato dei farmaci, con scarsi risultati, e ora vuole abbandonarli  perché  “stanca di avvelenarsi”.

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Gloria rivela di aver sofferto d’ansia  sin da bambina, praticamente da quando aveva 3 anni, ed è nato il suo primo fratello; a 4 e mezzo è nato il secondo, entrambi maschi. Mamma e  papà, del Sud,  stravedevano per i maschi, e Gloria invece si sentiva trattata come una sorta di baby sitter dei fratellini, i quali crescevano viziatissimi e la riempivano di dispetti e anche di atti di vero e proprio bullismo. E i genitori non intervenivano, anzi minimizzavano, e le dicevano che lei era la maggiore, doveva  sempre “capire”, e “in fondo stavano solo giocando”.

Iniziamo con frase di Preparazione: “Anche se  ho vissuto tante ingiustizie,  e  ho una tale rabbia che il mio respiro è sempre bloccato, riconosco che la rabbia è qui per una buona ragione, e mi apro alla possibilità di lasciarla andare”, sui punti la invito a descrivere quello che ricorda di quei giorni difficili.

Ben presto Gloria sente: “Anche se una parte di me non vuole lasciare andare questa rabbia, perché sarebbe come perdonare la mamma e il papà  per  non avermi difeso e non avermi considerata, e non è giusto, pure comincio a capire che se la trattengo è come un veleno dentro di me che mi mantiene nel malessere”.

Gloria ha colto esattamente una dinamica chiamata “vantaggio secondario”, spesso alla base della resistenza inconscia a cambiare: l’inconscio mantenendo il sintomo mantiene un vantaggio importante per la persona, o una protezione. Riconoscendo il beneficio secondario, dando voce anche a questa parte che era inconscia, e chiedendo la sua collaborazione  la situazione può sbloccarsi.

L’inconscio richiama le esperienze per recuperare importanti insegnamenti per quella persona

Invito Gloria a parlare liberamente di come si sentiva e si sente per “tutte le ingiustizie che ho vissuto”, di come si sentiva discriminata, di come solo lei veniva punita quando si ribellava, di come crescendo  i maschi godevano di privilegi e  libertà e lei no…

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Ben presto alla rabbia subentra la tristezza, e si libera un pianto che era sempre stato trattenuto, perché “non era proprio il caso di mostrarsi debole”. Continuiamo a  trattare un aspetto dopo l’altro, dando voce a tutte le parti che emergono: assieme alla ribellione e alla rabbia, anche il suo desiderio di ricevere riconoscimento e apprezzamento, di appartenere. Mentre procediamo l’intensità del malessere interiore che Gloria percepisce, con sua sorpresa, continua a calare.

Consiglio di utilizzare EFT anche da sola a casa, e SET  che è una versione semplificata in cui si stimolano semplicemente i punti e si può eseguire anche svolgendo altre attività. Gloria si impegna molto, anche autonomamente, utilizzando anche “Touch and Breath”, che è solo respirare mentre si stimolano i punti, e continuano a  liberarsi molte emozioni che erano trattenute.

Nella sessioni successive Gloria riporta di stare molto meglio, di dormire più profondamente, di essere meno irritabile, e di sentire il respiro più libero e l’ansia  in calo. Continuando a stimolare i punti con EFT emergono altre tematiche: “Anche se forse mi trattano così perché sono sbagliata …”  “Anche se non posso fidarmi dei miei genitori allora non posso fidarmi di nessuno …” “Anche se essere me stessa equivale a essere rifiutata … io vado bene così come sono e accolgo tutte queste parti di me perché tutte hanno intenzioni positive per me.” Incoraggio Gloria a esprimere tutto ciò che prova, mentre continua a stimolare i punti.

Mentre  il respiro  diventa via via più sciolto e profondo  e le emozioni scorrono più libere, Gloria acquisisce sempre più distanza dalle convinzioni negative su di sé, e dalle sensazioni di disagio. Invito Gloria a realizzare che è il nostro inconscio a richiamare le esperienze che ci ritroviamo a vivere, per recuperare insegnamenti indispensabili all’evoluzione della persona. Gloria comincia a rendersi conto che quello che ha vissuto  l’ha resa  anche molto forte e solida, e lei ha saputo diventare presto indipendente e affermarsi sul piano professionale, mentre i fratelli hanno continuato ad appoggiarsi ai genitori e non hanno combinato granché.

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Si può riscrivere la registrazione del passato?

A un certo punto applichiamo TAI, sintesi creativa di EFT con Logosintesi, altra tecnica di Psicologia energetica:

“Libero la mia energia ancora trattenuta in quelle memorie e la guido nel mio centro” e dopo aver lasciato agire: “Lascio andare tutti i miei attaccamenti a questo modo di essere e percepire me stessa …” . e poi “e “Lascio andare tutti gli attaccamenti ai pensieri e fantasie legate a quel passato e a questo vecchio modo di essere  … e in seguito Libero l’energia trattenuta in tutte le credenze legate a queste memorie e la guido nel mio centro” 

A questo punto Gloria dice di sentirsi come vuota, neutra, resettata. Le ricordo che nessuno è vittima, e che l’esterno è solo il palcoscenico in cui vengono rappresentati i programmi inconsci, che la vita è comunque un grande dono, e possiamo riceverlo solo grazie ai genitori, e chiudiamo la sessione con questa affermazione: “Oriento tutta l’energia disponibile a esercitare la libertà di scegliere come voglio sentirmi ora e a essere grata ai miei genitori, perché mi hanno dato la vita, tenendo solo l’insegnamento per il quale io ho richiamato quelle esperienze, e lasciando andare tutto il resto”.

Nei mesi seguenti continuiamo il lavoro anche con Ipnosi, PNL e Psych-K per  ristrutturare il passato – perché l’inconscio non ha problemi con gli eventi vissuti, ma con le caratteristiche di come li abbiamo registrati, e questa registrazione cambia naturalmente man mano che si interviene sul trauma, per disattivarlo. Quando questo accade noi conserviamo la memoria degli eventi accaduti, ma recuperiamo una comprensione più profonda, e la percezione interiore si aggiorna: non è più come ci sentivamo nel passato, ma riguarda come ci sentiamo ora, anche grazie a quelle esperienze difficili.

E accade che man mano che Gloria percepisce un nuovo senso di identità, l’ansia scompare. Riappare sporadicamente come una sorta di segnale che si manifesta quando Gloria realizza che sta tralasciando di elaborare qualche emozione molto importante per lei. Ma ora Gloria ha imparato come fare e può riequilibrarsi velocemente.

In questo caso l’ansia era presente perchè il sistema energetico era bloccato da strati e strati di emozioni trattenute di rabbia e sofferenza; mano a mano che sono state riconosciute ed espresse e hanno potuto essere liberate, l’ansia si è sciolta.