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Al cinema è recentemente uscito “L’ora più buia”, film che racconta di come Churchill se la sia vista brutta (assieme a tanti altri) di fronte al nazismo che sembrava dilagare senza freni.

Certo era un periodo molto buio, ma che dire del nostro?

Ogni giorno veniamo a conoscenza del reiterarsi di guerre infinite per interessi più o meno palesi; continui attentati contro l’ambiente e/o disastri ecologici, sempre per sfruttamento e guadagno senza curarsi delle conseguenze; assassinio di attivisti che si battono contro le ingiustizie sociali e/o per preservare l’ambiente; legiferazioni e pratiche contro la salute di adulti e bambini, sempre per il guadagno di pochi e chi se ne frega di morti e menomati; corruzione senza ritegno, falsità, imbrogli  e cose così …

Forse il vero buio deve ancora arrivare, ma questo mi sembra già piuttosto denso … Il senso di impotenza e frustrazione è grande e la tentazione è ovviamente quella di schierarsi, i buoni (noi) contro i cattivi (i poteri forti, i politici disonesti, gli altri…), e basta. Questo semplificherebbe  le cose, no? Pare però che l’energia  non funzioni così … E’ forse necessario qualche passaggio per  arrivare a un punto di vista a mio avviso più utile e evolutivo.

Tutto è UNO, lo dice anche Einstein

Einstein con la sua famosa equazione E= mc2  ha dimostrato una settantina d’anni fa che l’Universo si compone di un’unica energia.  Tutto ciò che costituisce l’Universo,  sia esso immateriale come il pensiero e la luce, o denso come la roccia  e il  corpo, è esclusivamente energia che  vibra a diversi livelli, creando così differenti densità e l‘illusione della materia. Più recentemente la fisica quantistica  ha riaffermato questo concetto e inoltre, con un esperimento condotto nel 1997 presso l’Università di Ginevra, ha dimostrato che tutto è collegato.

Con David Bhom, figura di spicco della fisica quantistica,  le cose vengono definite in modo ancora più sorprendente: tutto  è l’estensione indivisa di ogni altra cosa. Secondo Bohm non siamo solo fatti della stessa sostanza, siamo la stessa cosa; anche se i vari elementi che compongono il mondo hanno qualità individuali, allo stesso tempo rimangono parti di un insieme indiviso. Nei suoi scritti Bohm sottolinea che è  proprio non aver capito questo ed insistere a frammentare il mondo in parti,  che ci mantiene in una realtà disfunzionale e potrebbe addirittura essere la causa della nostra estinzione.

Tutto è UNO quindi, come le tradizioni spirituali più antiche affermano da sempre. L’essere umano è formato della stessa sostanza  che compone tutto il resto, e quindi regolato dagli stessi principi.  Il nostro corpo si compone  di energia differenziata in base alle informazioni scritte nel Dna; e il pensiero  di energia differenziata in base alle informazioni  assorbite dai circuiti del nostro cervello ad ogni nostro respiro e  in base a quelle che noi stessi possiamo creare. Infatti l’esperimento dello scienziato russo Poponiam ha dimostrato  all’inizio degli anni ’90  come il DNA dell’essere umano possa modificare  con la sua presenza la materia circostante.

Il  pensiero crea la realtà

Ricerche dello HeartMath Institute di  S.Josè, California, condotte tra il 1992 e il ’95  dimostrano che le emozioni sono in grado di apportare dei cambiamenti al DNA dell’individuo che le vive. Risulta ad esempio, che le emozioni di amore e compassione rilassano l’ellisse del DNA, e quelle di paura e la rabbia invece la contraggono. Attraverso le emozioni possiamo perciò modificare il  nostro corpo e il DNA, che a sua volta modifica la realtà circostante. Riassumendo possiamo quindi affermare che  se  i nostri pensieri ed  emozioni influenzano il nostro DNA,  allo stesso tempo allora  modificano anche la materia.

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Bene, queste sono evidenze scientifiche di come  il pensiero crei la realtà, un postulato antichissimo delle principali tradizioni spirituali orientali, e non c’è  insegnamento spirituale che non insista su questo punto. Ok, a livello teorico possiamo esserne abbastanza convinti, e poi con tutte queste prove scientifiche che si accumulano, questo gran parlare della legge di attrazione, mah …  sembra essere proprio così …

Ma vediamo a cosa ci conduce questa serie di ragionamenti, e come ben presto possiamo ritrovarci ad avere dei problemi ad accettarne le conseguenze: se io sono UNO con tutto il resto, allora sono UNO con tutto ciò con cui entro in contatto, direttamente e indirettamente. Tutto ciò che rientra nella mia esperienza e costituisce il mio mondo  sembra differente da me, E INVECE E’ ME. Può andarmi bene pensare di essere una sola cosa con i “buoni”, ma come la mettiamo con i “cattivi”? Quelli che stanno mandando a puttane l’ecosistema sono io… quelli che ammazzano moglie e figli perché non accettano che lei voglia separarsi sono io … quelli così interessati al guadagno da continuare a piallare le foreste dell’Amazzonia e/o trivellare ovunque senza curarsi delle conseguenze sono sempre io … ovvero parti oscure  del mio inconscio  di cui posso non essere consapevole …

Ognuno crea il mondo in cui vive

Ecco, adesso facciamo davvero fatica ad essere d’accordo, nonostante  così tante fonti autorevoli riportino l’evidenza della nostra responsabilità di creatori della realtà al 100% … Ad esempio anche un antichissimo testo della tradizione tibetana, di cui anch’io ho scritto ( Il Risveglio dal Sogno ), il Bardo Thodol o Libro Tibetano dei Morti, sostiene che ognuno è responsabile di tutto ciò che vive, e che ognuno di noi crea  letteralmente il mondo in cui vive. E Ermete Trismegisto (considerato forse il più grande scienziato mai esistito) ci ricordia che  “Come sopra, così sotto, come dentro, così fuori, per il principio della cosa unica”.

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Se con molto sforzo  possiamo arrivare a comprendere che ad un livello profondo  possa essere così  –  magari si tratta di  una diavoleria dell’inconscio collettivo di cui parla Jung –  poi nella vita di tutti i giorni quando qualcuno ci scoccia o ci aggredisce ce la prendiamo con lui: è lui il problema e non io, cavolo !!! Però se creo la mia realtà in ogni dettaglio allora ho anche tutto il potere di trasformarla, e di rimettere le cose a posto! Anzi solo per questo ce la posso fare! E allora abbiamo bisogno di strumenti che ci diano la possibilità di assumerci in modo semplice e concreto la nostra responsabilità di co-creatori ogni giorno, ogni momento,  e possiamo certo affermare che tutto il pianeta non ne ha mai avuto tanto bisogno come ora! Ho’oponopono, antica pratica di guarigione della cultura hawaiana, ci offre un metodo semplice e raffinato allo stesso tempo per ripulirci dai programmi inconsci che richiamano la realtà indesiderata.

La realtà è uno specchio

Il Dr. Ihaleakala Hew Len ha appreso il metodo da Morrnah Nalamaku Simeona (1913-1992) l’ultima sciamana dell’antica tradizione Huna delle Hawaii,  e  in seguito, con l’aiuto di  Joe Vitale (uno degli autori di “The Secret”)  l’ha portato alla conoscenza della nostra civiltà occidentale.

Ho’oponopono significa letteralmente rivedere, sistemare, correggere, aggiustare le cose, o anche mettere le cose a posto. I Kahuna partivano dal presupposto che per guarire qualsiasi situazione, è innanzi tutto necessario sanare in se stessi  qualsiasi cosa possa rispecchiarsi nella circostanza che stiamo affrontando, perché  la realtà manifesta non è altro che lo specchio della nostra interiorità. Dagli insegnamenti  del Tao, di Buddha, Maometto e Gesù fino ad arrivare alla fisica quantistica,  il messaggio è lo stesso: ognuno di noi è energia creativa. Tutta la nostra realtà si manifesta attraverso l’espressione della nostra energia creativa, che ovviamente non sappiamo gestire bene; è necessario  imparare a farlo; come? Trattandola con amore e rispetto. Ognuno di noi è co-creatore del proprio universo, assieme a tutti quelli che condividono memorie simili e perciò sono partecipi dello stesso universo. Ciò che vediamo  nella nostra realtà esterna  non è altro che la realizzazione dei nostri pensieri, emozioni,  sentimenti, in  parole povere di ciò che compone la nostra interiorità. Ho’oponopono, usato per secoli ha guarito gli Huna, propone una prospettiva  rivoluzionaria: se ognuno guarisce se stesso anche tutto il resto guarisce.

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I presupposti di Ho’oponopono

Questo metodo che in sè è semplicissimo, per essere utilizzato richiede però l’accettazione di una serie di presupposti  che necessitano di una certa consapevolezza e apertura mentale:

  • Riconoscere  il 100% della responsabilità di tutto ciò che accade nella tua esperienza del mondo (proprio tutto).           
  • Tutto è collegato = Tutto è UNO   (il tuo Sé Superiore, o Superconscio, e il Divino sono  collegati e  perciò Tutto è possibile).
  • La mente razionale non arriva a comprendere come tutto questo sia possibile; in questo contesto è quindi necessario lasciare da parte la razionalità.
  • Disponibilità a “lasciar andare ” .
  • Il problema (qualunque esso sia) si manifesta unicamente per la presenza di vecchie memorie, che è necessario pulire affidandole al Divino, a ciò che è più grande, perchè solo la dimensione più alta può farlo.

Come fare: quando dentro di te noti un disagio in relazione ad una persona, un luogo, un avvenimento, un’azione, un desiderio, un sentimento … ricorda che si tratta di memorie che dall’inconscio creano quella realtà. Fai partire perciò il processo di pulizia  usando queste parole (o alcune di esse) nell’ordine che vuoi: Mi dispiace, Scusa (o Perdonami), Grazie, Ti Amo.  L’indicazione è di ripetere queste parole come un mantra il più spesso possibile e il più a lungo possibile, dedicandole al contenuto dell’inconscio o in riferimento ad un problema specifico; oppure Grazie, Ti Amo quando ti senti sereno e in pace. Usando quelle parole manifesti l’intenzione di affidarti al Divino, chiedendogli implicitamente: “Cancella in me quello che sta contribuendo a manifestare questo problema, te lo affido.”

Con Ho’oponopono cambiamo prospettiva, non guardiamo più i problemi come situazioni negative,  impariamo a guardare tutto senza giudizio e come un’occasione di guarigione. Se il problema  “sembra” provocato da un’altra persona, senza giudicare riconosco che sono vecchi programmi, vecchie memorie condivise che hanno richiamato quella persona nella mia vita, e quando uso il mantra  lo dedico a risanare IN ME quelle parti che hanno reso possibile quell’esperienza nella mia vita.                                                                                                        Ricordando che le ore più buie sono quelle che precedono l’alba, possiamo aiutare il cambiamento decidendo di vivere “Pono”: “Se è buono, se è in equilibrio, se è giusto, se aiuta, se è corretto, se è rispettoso, se è responsabile, se cura, se è pacifico, se onora,  è Pono”, ci  spiega Pali Jae Lee nel suo libro “Ho’opono”. Per riuscirci quindi, ripuliamo in noi le disarmonie (vedi anche  Sfogare la rabbia fa bene alla salute, ma come?) coltiviamo la consapevolezza e l’allineamento col Divino (il nostro vero Sè), ricordiamo sempre il nostro ruolo di custodi della Terra.

FONTI:

https://www.conoscenzealconfine.it/emozioni-e-dna/

Saya: “La pace comincia da te”,  Uno editori

Joe Vitale e Ihaleakala Hew Len: “Zero Limits”, ed. Il Punto d’incontro

Annalisa Faliva: Il Risveglio dal Sogno, la grande liberazione con gli insegnamenti del Bardo, ed. Tecniche Nuove