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Imparare l’Autoipnosi

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L’Autoipnosi sta ispirando  un interesse crescente.  Oggigiorno c’è sicuramente una maggiore informazione di come la chiave per il benessere si trovi  nella Mente Inconscia : si tratti di buona salute, amore, abbondanza, o realizzazione e successo …

il permesso ci viene dato, o negato,  da quella mente profonda e misteriosa che rappresenta, dicono studi sempre più accurati in proposito, dal 95 al 97% di noi stessi.

Imparare quindi a comunicare autonomamente con la parte che gestisce la “stanza dei bottoni” sembra essere fondamentale!

Certo una mente così grande e dal potere praticamente illimitato ci intimidisce, davvero è possibile comunicare con lei e indurla a fare quello che ci piacerebbe, o non sarà meglio lasciar perdere per paura di fare dei danni? Fortunatamente gli studi sull’Ipnosi ci dicono che è relativamente semplice ottenere la collaborazione dell’inconscio, a patto di conoscere le nozioni di base per comunicare con esso.

Spesso si crede infatti che basti esercitare la volontà e sforzarsi di più per raggiungere il risultato sperato. Si è visto però che questo non funziona affatto … che non basta ripetersi lo stesso suggerimento, o fare dei buoni propositi per ottenere il cambiamento desiderato.  La volontà infatti è appannaggio della mente conscia, che può ben poco contro l’enorme forza dell’inconscio.

Autoipnosi: cos’è?

Abbiamo già detto di quanto l’essere umano praticamente  si trovi quasi costantemente  in uno stato alterato di coscienza, o trance, ma non riconoscendolo, non sia in grado di avvantaggiarsene (vedi articolo perché l’autoipnosi funziona). Ciò che chiamiamo “trance” non è altro che quello spazio che si verifica quando l’attenzione del soggetto è raccolta all’interno e la mente conscia si rilassa e si distrae dai suoi abituali compiti di razionalizzazione e controllo. Allora  le suggestioni impartite raggiungono direttamente l’inconscio e hanno un maggiore impatto nell’influenzare aree di noi stessi che abitualmente sono fuori dalla portata della mente logica.

Gli stati di coscienza alterata corrispondono a varchi in cui la porta dell’inconscio è aperta. L’Ipnosi e  l’Autoipnosi sanno come ricreare e utilizzare lo stato di trance per stimolare l’inconscio alla realizzazione dello stato desiderato,  sia esso migliorare la salute, l’umore, espandere la capacità di rilassamento, trasformare comportamenti limitanti, o  portare a termine con successo un nuovo progetto.

Con l’Ipnosi si possono indurre cambiamenti di ordine fisico, chimico, psicologico ed emozionale. Nell’Autoipnosi colui che induce lo stato alterato di coscienza  è  allo stesso tempo  anche il soggetto che ne fa esperienza. Questo pone qualche limite alle tecniche ipnotiche che possono essere utilizzate, in ogni caso rimangono ampie possibilità di stimolare l’inconscio nella pratica personale per  la realizzazione di risultati  stupefacenti:  ad esempio si è a conoscenza di operazioni chirurgiche anche molto complesse eseguite con la sola anestesia indotta in autoipnosi, e personalmente posso testimoniare  diverse  auto guarigioni ottenute  unicamente con l’autoipnosi.

L’Autoipnosi può risultare  estremamente efficace se è praticata bene. Se applicata male, invece,  si rivelerà  qualcosa di sterile, che non dà risultati. Ecco perché è consigliato imparare l’Autoipnosi ricevendo qualche sessione di Ipnosi; è più facile fare così  esperienza degli stati alterati di coscienza, che di volta in volta  possono essere sperimentati in modo più o meno profondo. Questa esperienza diretta sarà utilissima, perché andrà  a far parte delle memorie inconsce del corpo-mente, e potrà essere facilmente riattivata tramite l’autoipnosi.

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Vediamo ora alcuni elementi di base dell’Autoipnosi, una materia vasta e affascinante, il cui approfondimento  conduce a una migliore comunicazione con l’inconscio e  a  risultati che a volte possiamo definire incredibili.

Autoipnosi, come fare: concetti base

Esistono una infinità di tecniche di autoipnosi, perché non ce ne può essere una che vada bene per tutti. Ognuno di noi è differente, per questo, una volta masticati i primi rudimenti di comunicazione con l’inconscio, è opportuno prendersi un certo tempo per sperimentare. Si potrà così scegliere la tecnica di Autoipnosi che  si sentirà di gradire di più, e che mostrerà di essere più efficace. Personalmente prediligo e insegno le tecniche  che perlopiù rispondono a due criteri principali: semplicità ed efficacia. A volte utilizzo anche procedure  complesse e articolate che hanno mostrato di essere particolarmente efficaci in certi casi.

Per quanto esistano così tante tecniche, possiamo affermare che tutte si basano  su un solo concetto: la concentrazione su una singola idea, o monoideismo. La concentrazione su una sola idea, su una parola o immagine, e la ripetizione, sono le chiavi  per  far penetrare la suggestione desiderata nell’inconscio.

Tutti noi percepiamo il mondo attraverso i cinque sensi e in ognuno di noi esiste in modo più o meno inconscio la prevalenza di un canale sensoriale sugli altri, mentre la sensibilità degli altri quattro è presente in percentuali minori. Per alcuni sarà la vista il canale predominante, per altri la percezione cenestesica (il tatto e il sentire), oppure l’udito. Per chi è prevalentemente visuale, è più facile visualizzare immagini interiori; chi avesse la prevalenza di altri canali sensoriali può comunque imparare a visualizzare.

Saper visualizzare è estremamente utile per comunicare con l’inconscio, così come immaginare e usare la fantasia. L’inconscio è molto sensibile ai simboli, alle metafore, alle storie, proprio come un bambino piccolo. Visualizzare e immaginare possono conferire uno straordinario potere alla suggestione, specialmente se i simboli che scegli di usare vengono da dentro di te.

Se vuoi puoi fare subito una prova: siediti, fai qualche respiro profondo, lasciati andare e rilassati un po’… poi cerca di alzare la temperatura delle mani, magari immaginando un bel fuoco nel camino …  oppure di rallentare i battiti del cuore sintonizzandoti con la lentezza di una passeggiata al mare nell’acqua alta fino alle ginocchia.

Le immagini ci mettono facilmente in contatto con l’inconscio e fanno parte del suo linguaggio. Imparare a produrre immagini e visualizzare renderà la tua autoipnosi molto più veloce ed efficace.

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Autoipnosi, come fare:  esercizio

Ora un semplice esercizio di autoipnosi che può iniziare a darti un’idea di come funziona il contatto con l’inconscio nel rilassamento:

Stenditi sul pavimento con le ginocchia piegate e le piante dei piedi appoggiate a terra. Inizia a respirare profondamente, invitando ogni tensione a scivolare via  con l’espirazione,  e  il rilassamento a espandersi. Osserva il corpo: in certe aree la tensione è più evidente che in altre. Certe zone si fanno sentire più chiaramente con sensazioni precise, altre invece le avverti lontane, come in secondo piano. Quasi certamente la tua attenzione sta fluttuando: in parte sta osservando il corpo, in parte tende a partire con associazioni di pensieri. Per esempio potresti avvertire una tensione alla schiena o in qualsiasi altra parte di cui prima non ti eri accorto, e concentrare l’attenzione in quel punto per allentare la tensione; mentre fai questo potrebbe essere che arrivi il ricordo di una situazione spiacevole che ti è capitata oggi, o una fantasia. Prendine atto, poi lasciala andare e continua a guidare l’attenzione a stare su qualunque sensazione la attragga spontaneamente.

Questo è il principio di base dell’osservazione consapevole: armonizzare la concentrazione con ciò che attrae spontaneamente la tua attenzione. Continuando a seguire questo flusso potrai facilmente sciogliere quella tensione alla schiena o qualsiasi altra (compatibilmente con la tua situazione generale), comprese le preoccupazioni che il malessere ti può suscitare. Nel rilassamento il corpo, che è l’inconscio stesso materializzato, può rivelare intuizioni profonde e informazioni di cui non abbiamo percezione conscia.

Scienziati, musicisti, artisti di tutte le epoche hanno fatto tesoro per le loro scoperte e creazioni, di visioni e intuizioni emerse dall’inconscio nel rilassamento o nello spazio onirico. È noto che Archimede giunse in questo modo alla scoperta della leva, e Einstein a quella della relatività. L’inconscio ci parla spesso attraverso l’intuito o percezione di quello che viene chiamato “sesto senso”: spesso gli investigatori arrivano a scoprire la verità, al di là delle apparenze, perché si lasciano guidare dal loro “fiuto”, dalle loro intuizioni e percezioni sottili. La comunicazione corpo/mente può condurre a preziosi risultati in svariati campi.

Una volta raccolta l’attenzione all’interno (questo corrisponde a entrare in uno stato di coscienza diverso dall’abituale, in cui le onde cerebrali da theta diventano alfa),  pronunciare internamente le parole che descrivono ciò che desideriamo ottenere, utilizzando sempre termini positivi, ad esempio, in combinazioni che possono variare: Fiducia e Abbondanza, Creatività e Successo, Salute e Forza … La stessa procedura con le parole prescelte (al massimo due o tre per volta) va mantenuta per almeno un mese, o più.

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L’Autoipnosi e la potenza della suggestione

Che la suggestione possa essere un potente mezzo terapeutico è provato dal cosiddetto “effetto placebo”. Esperimenti in cui viene somministrato un finto farmaco, come per esempio semplice acqua distillata, compiuti in “doppio cieco” (né il soggetto  né il medico sanno quale sostanza sia il vero farmaco e quale un finto farmaco) hanno mostrato di portare alla guarigione in percentuali molto alte, praticamente uguali a quelle raggiunte con farmaci reali.

Perché una semplice compressa di zucchero o un po’ d’acqua dovrebbero alleviare i dolori lancinanti di un’ulcera o di un intervento chirurgico? Ora si sa che determinate aspettative positive hanno il potere di stimolare la produzione di endorfine. L’effetto placebo è in qualche misura sempre presente in tutte le situazioni in cui vi sia un medico, un guaritore, un medicamento, una convinzione  o una fede capace di ispirare profonda fiducia.

A questo proposito ricordiamo l’esperienza di Liébault, medico condotto che nella seconda metà dell’Ottocento era uno dei pochi a utilizzare l’Ipnosi nel suo ambulatorio non lontano da Nancy. Liébault offriva ai suoi pazienti l’alternativa tra cure tradizionali a pagamento o cure gratuite con l’Ipnosi. La maggior parte  delle persone sceglieva quest’ultima offerta, ed  egli ebbe così modo di sperimentare con una vastissima clientela il suo particolare metodo.

Liébault  fissava il malato negli occhi e in maniera autoritaria gli intimava di dormire, questo portava velocemente  il soggetto nello stato ipnotico; allora il medico  impartiva la suggestione che tutti i disturbi erano scomparsi. Il metodo, sempre lo stesso, funzionava sorprendentemente per ogni tipo di patologia. Furono questi risultati a richiamare l’attenzione del Dott. Bernheim, professore di medicina interna all’Università di Nancy, che più tardi insieme a Liébault fondò la famosa Scuola di Ipnosi di Nancy.

La suggestione può quindi scatenare vere e proprie “tempeste” chimico-umorali che spesso mostrano di essere in grado di favorire veri e propri “miracoli”. Ippocrate parlava di vis medicatrix natura: la forza risanatrice è insita nella nostra natura umana.

Fonti

Rielaborazione da: Annalisa Faliva: Invito al Benessere – Ipnosi, Autoipnosi e meditazione per la gestione del dolore, ed Urra