possibile-diventare-più-intelligenti-20-consigli-utili-1

Pare proprio che sia possibile diventare più intelligenti, la scienza lo conferma. Per chi pensa che l’intelligenza sia qualcosa di statico e cristallizzato è senz’altro una buona notizia; si tratta infatti di una qualità molto utile, più che mai di questi tempi …

Parecchi anni fa, la convinzione scientifica prevalente era che l’uomo nascesse con un numero fisso di neuroni (le cellule cerebrali), e che con l’avanzare dell’età fosse inesorabilmente destinato a perderne una buona parte.

Secondo questa visione, una persona nasceva con un certo grado di intelligenza, (che era quindi geneticamente predeterminata), e se non danneggiava il proprio cervello con l’abuso di alcol o altre sostanze nocive, poteva solo sperare di invecchiare riducendo al minimo il declino delle sue facoltà mentali.

Si è scoperto invece che l’intelligenza può aumentare (o anche diminuire) nel corso di tutta l’esistenza. Studi e ricerche sulla neuroplasticità del cervello hanno evidenziato che si possono creare nuovi neuroni anche a tarda età, a riprova che è possibile migliorare l’intelligenza in qualsiasi fase della nostra vita.

Innanzi tutto  è  indispensabile precisare che con “intelligenza” si intende fondamentalmente la capacità di trovare soluzione ai problemi che si incontrano. Questo significa che questa qualità serve nei più diversi ambiti della vita e non per una applicazione meramente intellettuale, come comunemente si pensa.

Una persona intelligente è quella che, per capirci, riesce a trovare una buona soluzione in un conflitto interpersonale, che è in grado di comprendere il motivo per cui si sente emotivamente in un certo modo, o può esprimersi in un modo  articolato che risulta potente e evocativo attraverso la parola scritta, le immagini, o altra espressione creativa.

possibile-diventare-più-intelligenti-20-consigli-utili-2

Nonostante ci possa in parte essere una componente genetica di base, lo sviluppo dell’intelligenza è  grandemente influenzato dall’ambiente. Un ambiente ricco di stimoli, che sottopone  alla mente nuovi contenuti e nuove sfide,  può dare un contributo fondamentale per migliorare l’intelligenza.

Naturalmente, anche l’atteggiamento  con cui ci si pone nei confronti dell’apprendimento è molto importante: è essenziale essere disponibili e mantenersi aperti a diverse prospettive.

Gli studi sull’intelligenza continuano a progredire, vediamo una ventina di attitudini e consigli per stimolare e possibilmente incrementare questa qualità così importante:

E’ possibile diventare più intelligenti? Attitudini utili

Bevi acqua in abbondanza: la disidratazione infatti costringe il cervello a fare più fatica e può appannare le sue capacità di “programmare”  le varie attività del vivere.

Affina le capacità manuali, e impara una tecnica che coinvolga il corpo: è interessante scoprire come  le abilità motorie e le capacità intellettive non siano due cose distinte, come si potrebbe pensare.

Usare la manualità, come fare bricolage o lavorare a maglia, così come fare abitualmente sport, un’arte marziale o ballare, e quindi coinvolgersi in un’attività che aumenti il ritmo cardiaco e richieda coordinazione di movimenti, ha dimostrato di fare molto bene all’intelligenza. 

Esercita la memoria a breve termine: un’altra importante scoperta, fatta all’Università del Michigan, riguarda il ruolo della memoria a breve termine. Risulta che esercitarla migliora la fluidità cerebrale e la capacità di ragionare e risolvere problemi, indipendentemente dalle conoscenze acquisite. Quindi se per esempio si lavora sulla memoria imparando a ripetere a mente sonetti e poesie, questo avrà un impatto positivo sull’intelligenza in generale.

Cambia le tue abitudini: le abitudini fanno in modo che il cervello funzioni in modo automatico, rafforzando così le connessioni neurali già esistenti. Esse sono certamente utili e permettono di risparmiare tempo. Ma per risolvere i problemi ed evolvere è necessaria flessibilità mentale, e per ottenerla bisogna creare nuove connessioni.

Una ricerca effettuata presso l’Università di Sydney, Australia, ha infatti evidenziato che esiste una relazione tra plasticità neurale e intelligenza. Per migliorare la plasticità neurale è necessario creare nuovi stimoli.

Come? ad esempio cambiando strada per andare al lavoro, lavandosi i denti con la mano opposta o provando nuovi tipi di cucina sconosciuti e nuovi sapori. L’idea è di impegnarsi per trovare nuovi modi di fare le cose, e così espandere la nostra mente.

Per la stessa ragione, impara una nuova abilità che ti appassioni:  l’apprendimento è uno stimolo per il cervello e  risulta essere una sorta di fertilizzante per l’intelligenza. In ogni caso, che si tratti di  imparare una nuova lingua, un nuovo sport, un hobby, o a suonare uno strumento musicale, ecc.; “passione” deve essere la parola chiave.

L’attenzione e la passione sono  infatti due componenti che hanno effetti certi sull’intelligenza. Per gli studiosi dell’University College of London, se  si ha interesse in ciò che si legge o ascolta, lo si ricorderà più facilmente, e sarà utile per creare nuove connessioni mentali.

Studiare una nuova lingua allena la corteccia prefrontale che sovrintende all’elaborazione di emozioni e decisioni,  migliora il quoziente intellettivo, e rimanda in media di 5 anni il rischio di demenza senile nelle persone esposte a questa patologia.

Uno studio condotto presso il Georgetown University Medical Center  di Washington (DC) ha rivelato che le persone bilingue hanno un maggior volume di materia grigia nei lobi frontali e parietali, le aree del cervello coinvolte nel controllo esecutivo.

E’ possibile diventare più intelligenti? Stimola la mente

La materia grigia è composta da cellule la cui funzione è quella di elaborare le informazioni e facilitare il ragionamento, per questo si ritiene collegata con l’intelligenza e con la capacità di risolvere i problemi.

possibile-diventare-più-intelligenti-20-consigli-utili-3

Leggi di più: ma attenzione, solo le letture che promuovono la riflessione, oppure romanzi di buon livello che permettano di immedesimarsi nei personaggi, garantiscono benefici per l’intelligenza. Uno studio condotto presso la Emory University di Atlanta, Georgia, ha evidenziato che un buon romanzo agisce come una sorta di “massaggio” per i neuroni e l’effetto continua anche dopo aver chiuso il libro.

La lettura profonda, infatti, attiva,  diverse aree cerebrali; non solo quelle relative al processare le parole, ma anche la particolare rete neurale correlata alle soluzioni geniali e all’intuizione.

Parla ad alta voce: per risolvere un problema una buona strategia è quella di parlare ad alta voce. Gli psicologi della University of Illinois di Chicago, hanno condotto un particolare esperimento. Un gruppo di persone doveva risolvevano anagrammi: alcune dovevano farlo mentalmente e altre parlando a voce alta.

Risultò che le persone che avevano parlato da sole ad alta voce  risolsero più anagrammi, e inoltre furono anche più soddisfatte della loro prestazione. La conclusione è che quando un compito è difficile, è più facile trovare una soluzione se il pensiero viene tradotto in parole. I bambini sembrano saperlo, infatti parlano spesso ad alta voce quando fanno i compiti a casa o cercano di risolvere un problema.

Segui eventi dove si approfondiscano idee stimolanti: questo ha mostrato di favorire nuove associazioni di idee e perciò nuovi neuroni. Impara a dare forma a quanto pensi al riguardo di quanto approfondisci esprimendo opinioni e considerazioni in forma scritta.

Questo aiuta ad articolare meglio il pensiero e a trovare nuovi punti di vista, che sappiamo essere importanti attività per espandere l’intelligenza. Ogni tanto scrivi a mano: questo impegna più aree del cervello, e si è visto che è molto più facile ricordare appunti scritti a mano.

Mantieni una mentalità da apprendista: Se vuoi diventare più intelligente non sentirti come uno che è ormai “arrivato” e perciò non mette in discussione il suo punto di vista. Mantieniti curioso e aperto al confronto; le soluzioni più geniali, infatti, sono spesso emerse mettendo insieme idee apparentemente non correlate fra loro.

Uno studio condotto presso la Cornell University di Ithaca, NY,  ha  evidenziato che quando le persone si considerano esperte in un determinato campo, convinte che non ci sia niente di nuovo da imparare, non fanno altro che chiudersi alle nuove scoperte e alle prospettive più aggiornate, che sono proprio quelle che sfidano l’intelligenza a superare dei limiti.

E’ possibile diventare più intelligenti? Scelte quotidiane

Fai movimento tutti i giorni: l’esercizio aerobico fa bene al cervello. Ad esempio camminare minimo 30 minuti al giorno  per almeno 5 giorni alla settimana stimola la produzione di  BDNF (da Brain-derived neurotrophic factor, una molecola che favorisce la produzione di nuovi neuroni e sinapsi e migliora le capacità di apprendimento. ).

IL BDNF, che riveste un ruolo importante per la memoria a lungo termine, agisce inoltre su determinati neuroni del sistema nervoso centrale e del sistema nervoso periferico, contribuendo a sostenere la sopravvivenza dei neuroni già esistenti, e favorendo la crescita e la differenziazione di nuovi neuroni e sinapsi.

possibile-diventare-più-intelligenti-20-consigli-utili-4

Inoltre, sempre secondo le ricerche dell’Università dell’Illinois,  l’attività fisica accresce la materia grigia nella regione dell’ippocampo, zona che elabora le nuove conoscenze e ne favorisce l’archiviazione nella corteccia frontale. E apportare al cervello nuove informazioni migliora le sue capacità di apprendere.

Per esempio, rispetto alla corsa, un esperimento della Harvard University di Cambridge, Massachusetts, ha evidenziato che correre aumenta il flusso sanguigno ai lobi frontali, che sono coinvolti non solo nella risoluzione dei problemi e nel processo decisionale, ma aiutano anche a controllare meglio le emozioni, è questo il motivo per cui la corsa libera la mente.

Se puoi, fai un sonnellino a metà giornata: in una ricerca della University of California, Berkeley, è emerso che, facendo studiare un gruppo di studenti per qualche ora e poi facendo fare, a una parte di loro, un pisolino, le capacità di apprendimento di quelli che  avevano dormito diventavano superiori di quelli che avevano solo continuano a studiare.

Vuoi diventare più intelligente? Dormi bene e medita

Lo studio dell’attività cerebrale durante i pisolini ha poi rivelato che questo tipo di riposo favorisce un’intensa attività mentale.

Secondo questi studi questa si verifica perché in quel tempo l’ippocampo trasferisce informazioni alla corteccia, dove vengono archiviate. Più informazioni si riesce ad archiviare nella corteccia, maggiore sarà la quantità di bit (o unità di misura dell’informazione) cui si potrà accedere al bisogno.

Medita con una certa regolarità: La meditazione è estremamente benefica per il cervello. Esistono oltre 3.000 studi scientifici in proposito, basati su diversi tipi di meditazione. Alcuni effetti, come l’aumento della compassione e della socialità, sono più evidenti a seguito di tecniche di meditazione specifiche (come ad esempio quella della gentilezza amorevole, che è una meditazione buddista).

Tuttavia, in linea generale qualsiasi tipo di meditazione autentica portata avanti con regolarità apporta la maggior parte di questi benefici, in un modo o nell’altro.

Praticare abitualmente una meditazione permette un miglior livello di comunicazione tra le diverse aree del cervello, favorisce il rilassamento, riduce stress e ansia, migliora l’attenzione e la memoria, aumenta la concentrazione di materia grigia e potenzia l’intelligenza.

Uno studio condotto presso l’Università della California ha scoperto che le persone che praticavano meditazione anche solo un’ora alla settimana per 3 mesi, mostravano un miglioramento significativo nei test cognitivi, molto più di chi si era sottoposto a un programma di allenamento cerebrale.

Dormi a sufficienza: Il sonno è essenziale per il  cervello. Le neuroscienze hanno scoperto che durante il sonno il cervello si libera dei prodotti di scarto del metabolismo. Pertanto, la mancanza di sonno influenza negativamente la memoria, l’attenzione e il pensiero.

E’ emerso che quando una persona passa una notte insonne, il giorno dopo  per riuscire a pensare  è come se il suo cervello “pompasse” disperatamente energia verso la corteccia prefrontale. Inoltre, uno studio condotto presso l’Institute of Neuroscience and Medicine-4 di Jülichin, Germania, ha scoperto che il cervello delle persone che dormono poco ha cambiamenti che producono instabilità cognitiva.

Un sonno adeguato invece riduce l’impatto emotivo ai problemi, il giorno dopo la mente risulta più fresca predispone  a trovare soluzioni con più facilità.

Attenzione al consumo di grassi: secondo uno studio dell’Università di Toronto, una dieta ricca di grassi nuoce alla concentrazione e alla memoria. Una dieta ricca, invece, di frutta, verdura, pesce e olio di oliva (come ad esempio la dieta mediterranea) ha mostrato di migliorare le capacità di apprendimento.

possibile-diventare-più-intelligenti-20-consigli-utili-5

Vai nella natura: Trascorri del tempo nella natura, più spesso che puoi. Se vivi in città, anche un parco andrà bene. Il contatto con l’erba, gli alberi e le piante è un vero toccasana per la mente e il corpo, per rilassarsi e ricaricarsi.

Ogni tanto lascia vagare la mente: studi effettuati alla Tohoku University di Sendai, Giappone, hanno evidenziato  che è  uno stato di assoluto disimpegno cerebrale a sviluppare quella creatività che consiste nel vedere connessioni che rimangono invisibili ad altri, trova soluzione ai problemi e   può far emergere nuove scoperte.

E’ possibile diventare più intelligenti? Lavora sui vecchi condizionamenti

L’utilizzo dell’intelligenza ha molto a che fare con quello che pensiamo di noi stessi: siamo convinti di valere e di poter contare sulle nostre facoltà mentali, o la nostra tendenza è di arrenderci in partenza di fronte  a ciò che esula dalle nostre abitudini perché ci raccontiamo che noi non siamo capaci?

A proposito di questa seconda tipologia, la mia esperienza personale è che nel passato di queste persone si trova di solito un’infanzia ricca di insuccessi scolastici e rapporti traumatici con insegnanti e genitori. Se sono presenti vecchi condizionamenti relativi all’apprendimento, o alla fiducia in sè. questo limiterà fortemente l’accesso alle proprie capacità intellettive.

Numerose sono le tecniche che mostrano di essere efficaci  strumenti per aiutare la mente a cambiare, se lo desideriamo. Ad esempio Ipnosi, PNL  e  Autoipnosi  sono gli strumenti d’elezione per comunicare con l’inconscio e favorire una riorganizzazione delle sue illimitate risorse;

o DMOKA, che  opera in modo specifico per disattivare  i traumi e gli shock  ancora attivi in noi e installare nuove scelte. Anche le tecniche di Psicologia Energetica, come TAI, EFT e EFT-Ifavoriscono il rilascio del trauma in modo dolce, e stimolano l’inconscio a sostenere una nuova percezione positiva.

La buona notizia è che, liberando l’energia rimasta intrappolata nei vecchi traumi relativi all’apprendimento o a un passato difficile, questa ritorna disponibile per una nuova visione di se stessi, per un utilizzo più pieno e libero della propria energia e della propria intelligenza.

FONTI:

http://www.focus.it/comportamento/psicologia/30-modi-per-diventare-piu-intelligenti-articolo

Olulade, O. A. et. Al. (2016) Neuroanatomical Evidence in Support of the Bilingual Advantage Theory. Cerebral Cortex; 26 (7): 3196-3204.
Bernstein, E. E. & McNally, R. J. (2016) Acute aerobic exercise helps overcome emotion regulation deficits. Cognition & Emotion; 4:1-10.
Eyre, H. A. et. Al. (2016) Changes in Neural Connectivity and Memory Following a Yoga Intervention for Older Adults: A Pilot Study. J Alzheimers Dis; 52(2): 673-684.
Atir, S. et. Al. (2015) When Knowledge Knows No Bounds. Self-Perceived Expertise Predicts Claims of Impossible Knowledge. Psychological Science; 26(8): 1295-1303.
Rosenberg, J. et. Al. (2014) “Early to bed, early to rise”: Diffusion tensor imaging identifies chronotype-specificity. NeuroImage; 84(1): 428–434.
Dolcos & Albarracín (2014) The inner speech of behavioral regulation: Intentions and task performance strengthen when you talk to yourself as a You. European Journal of Social Psychology; 44(6): 636-642.
Mehta, R. K. & Parasuraman, R. (2014) Effects of Mental Fatigue on the Development of Physical Fatigue. A Neuroergonomic Approach. Human Factors: The Journal of the Human Factors and Ergonomics Society; 56(4): 645-656.
Berns, G. S. et. Al. (2013) Short- and Long-Term Effects of a Novel on Connectivity in the Brain. Brain Connectivity; 3(6): 590-600.
Kanazawa, S. (2010) Why Liberals and Atheists Are More Intelligent. Social Psychology Quarterly; 73(1): 33-57.
Garlick, D. (2002) Understanding the Nature of the General Factor of Intelligence: The Role of Individual Differences in Neural Plasticity as an Explanatory Mechanism. Psychological Review; 109(1): 116–136.