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Per capire bene il lavoro con le submodalità  sensoriali, o sottomodalità,  è utile rivedere alcuni concetti fondamentali della PNL.

La  concezione della realtà di ogni individuo,  (in  PNL  la rappresentazione interna) viene da come sono state registrate internamente le esperienze che ha vissuto, e che sono state percepite tramite i 5 canali sensoriali: visivo, cenestesico (con le componenti tattile e emozionale), auditivo, gustatorio e olfattivo.

Possiamo definire le submodalità quell’insieme di sensazioni e percezioni, in gran parte inconsce, con cui nostro cervello “legge” un’esperienza e la memorizza. Risulta che, per influenza di patrimonio genetico, educazione e esperienza di vita, ognuno di noi ha un senso prevalente. Il sistema che prevale sugli altri si può dedurre  da termini, parole, gesti e movimenti utilizzati di preferenza. La maggioranza delle persone è prevalentemente visuale o cenestesica, seguita dagli uditivi. Molto rari sono gli individui con prevalenza olfattiva o gustatoria.

PNL: cosa sono le submodalità sensoriali?

Le submodalità sono la serie di micro percezioni che confluiscono in ogni sistema rappresentazionale, perlopiù a livello inconscio.  Per esempio quando vediamo qualcosa ne abbiamo una percezione generale, non siamo consapevoli che quell’impressione si compone di tante piccole informazioni colte dal canale visuale come: colore o bianco e nero, a fuoco o sfuocato, con bordi o senza, immagine ferma o in movimento, brillante o spenta, lontana o vicina, in cui sono dentro o la vedo da fuori?

Non lo sappiamo ma possediamo un’infinita ricchezza di informazioni sensoriali disponibili in ogni sistema. Le persone più sensibili a livello percettivo hanno una vita interiore più ricca, che si esprime in modo più articolato a livello di intelligenza, creatività e espressività. Gli input sensoriali sono filtrati in vari modi dal Sistema Nervoso Centrale. A livello conscio l’informazione disponibile nel momento presente viene limitata, per effetto di tutta una serie di filtri che prevalentemente cancellano, distorcono e generalizzano.

Anche se questi filtri sono automatici, vengono applicati con sensibilità individuale. In altre parole ognuno cancella distorce e generalizza parti dell’esperienza a modo suo;  ecco perché possiamo affermare che ogni individuo vive in un suo personale modello del mondo, che  la PNL chiama “mappa”. Questi filtri neurologici sono necessari, altrimenti il nostro sistema andrebbe in tilt per sovraccarico di informazioni.

Quello che è rilevante è che l’individuo non ha mai problemi con l’esperienza in sé, ma con come è stata registrata internamente. Su questa registrazione si può intervenire, per far sì che smetta di comunicare malessere. Il lavoro  con le submodalità  ci fornisce uno strumento molto efficace per farlo, e ci dimostra come cambiando la struttura del “contenitore” cambia anche la percezione del contenuto.

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PNL: le sottomodalità del canale visivo

Per esempio, ricorda una situazione che ti ha creato forte disagio in passato, magari un litigio. Se il tuo sistema prevalente è il visivo  rappresenterai questa memoria nella tua mente per mezzo di un’immagine in cui vedi te stesso litigare con un’altra persona, o la vedi attraverso gli occhi come se fossi lì.  Subito dopo l’immagine arrivano le sensazioni con un determinato stato emotivo, ad esempio tensione nello stomaco e rabbia, disappunto oppure tristezza, e i suoni del ricordo, parole o grida.

Questa rappresentazione interna, formata da immagini (V), suoni (A) e da sensazioni cenestesiche (K), possiede numerose submodalità, le quali non sono nient’altro che le caratteristiche interne che fanno sì che tu percepisca in quel modo l’immagine, le sensazioni e la parte sonora di quella memoria. Ora ripensa di nuovo all’immagine della situazione che ti ha infastidito.

Se portiamo attenzione alle submodalità dell’immagine, ad esempio potresti notare, che se ti infastidisce molto questa potrebbe essere vicina a te, risultare di proporzioni gigantesche, con colori vividi e nitidi; se non ti tocca molto potrebbe invece essere lontana da te,  localizzata non davanti ma alla tua destra o sinistra, piccola e in bianco e nero. A seconda di come l’immagine è registrata in te: l’ordine, la sequenza e le proprietà delle submodalità, tu darai un significato diverso a quel particolare evento.

Le submodalità sono quindi le modalità di codifica della nostra rappresentazione interna della realtà. Se modifichiamo le submodalità questa codificazione può essere cambiata. Cambiando le submodalità nei canali visivo (V), auditivo (A)  cenestesico (K)  e olfattivo-gustatorio (OG) se presente,  è quindi possibile modificare come percepiamo il mondo e il significato che attribuiamo agli eventi.

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PNL: cambiare submodalità e benefici

Adesso ritorna alla tua immagine e valuta il livello di disagio che ti provoca su una scala da 1(minimo) a 10 (massimo). Se ora, iniziando a giocare con questo ricordo modifichi alcune submodalità visive come se potessi usare il telecomando della  tua TV, cosa succede se rendi l’immagine in bianco e nero … se poi la allontani dal tuo campo visivo e man mano che si allontana, ne riduci le dimensioni sempre di più?.. sempre di più fino a farla diventare piccola come un francobollo?..

Nota che impatto ha tutto questo sulla tua sensazione di disagio, se ora lo rivaluti molto probabilmente non risulterà più così intenso come in precedenza; (nel raro caso che quest’operazione avesse accentuato il tuo livello di disagio, puoi sempre riportare le submodalità alla codifica di partenza).

A volte è sufficiente  cambiare alcune submodalità, o anche una soltanto,  per  modificare  lo stato emotivo.

PNL: cambiare una convinzione con le submodalità

Grazie alla PNL, a volte per  cambiare le convinzioni limitanti si può semplicemente sostituirne le submodalità con quelle di altre convinzioni potenzianti, che cioè ci aiutano e ci rafforzano.

  1. Per attuare questo cambiamento per prima cosa individua una nuova convinzione in cui ti piacerebbe credere, ma al momento però non la senti tua.
  2.  Scegli una convinzione limitante, che vuoi cambiare. Se ci pensi inevitabilmente si formeranno nella tua mente delle immagini, eventualmente associate a suoni e accompagnate da sensazioni (non necessariamente in quest’ordine). Osserva come la rappresenti nella mente e individuane le submodalità per ogni canale sensoriale.
  3. Trova una convinzione riguardo a qualcosa che credi vero, per esempio “Dopo la notte viene il giorno” e individua tutte le submodalità che caratterizzano la tua rappresentazione interna dell’affermazione di cui sei certo: immagini, suoni e sensazioni che si formano nella mente.
  4. Ora fai lo stesso procedimento, ma prendendo in esame qualcosa di cui dubiti. Potrebbe essere per esempio: “Non so chi vincerà il Nobel della letteratura l’anno prossimo” (o il campionato di calcio, di tennis ecc. scegliendo la specialità di cui hai meno informazioni). Osserva come rappresenti questa affermazione nella mente e individua anche qui le submodalità di tutti i canali sensoriali.
  5. Segna tutte le differenze tra le submodalità dell’affermazione che credi vera e quella di cui dubiti, ci saranno di sicuro perché la nostra mente non può rappresentare allo stesso modo ciò di cui è convinta e ciò di cui dubita..

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  1. Adesso vai alla credenza limitante, quella che vuoi cambiare, e modifica le sue submodalità così che siano come quelle di ciò che dubiti. Ad esempio potrebbe essere necessario rimpicciolire le immagini, o renderle più sfuocate, spostarle in un altro posto nello spazio e allontanarle, scurire i colori o renderli più opachi…diminuire il sonoro, cambiare la localizzazione nel corpo e le caratteristiche alle sensazioni che ti trasmette e … insomma applicare le giuste submodalità affinché il cervello codifichi ora quell’informazione con la struttura del dubbio e non più con quella di qualcosa che credi vero.
  2. Dopo aver operato con le varie submodalità, prenditi qualche minuto per ripensare alla convinzione limitante con le submodalità del dubbio. Puoi notare che effettivamente non ci credi più come prima? Puoi notare che adesso non la percepisci più come qualcosa di cui sei convinto, ma al contrario ti comunica un senso di dubbio e  non certo?  Forse questa nuova percezione potrebbe provocare al principio un senso di smarrimento, specie se la convinzione limitante era con te da molto tempo. In ogni caso procedi al più presto con la prossima fase.
    8. Ora prendi la nuova convinzione positiva, quella che vuoi installare. E ora cambia le sue submodalità in modo che replichino quelle della convinzione di cui sei certo,  in modo che il cervello la codifichi con la stessa struttura di quello in cui credi con assoluta certezza. Poi fai qualche respiro profondo, cambia posizione, scuotiti un po’ e ricontrolla. Come percepisci ora la nuova convinzione positiva? Puoi avvertire che da dentro viene una nuova sensazione e un nuovo orientamento positivo? Se  lo senti e  contemporaneamente avverti anche delle resistenze, il prossimo post dedicato alle tecniche e ai benefici della PNL  ti offrirà uno strumento utile per lavorare con le obiezioni: la ristrutturazione.

La procedura per cambiare convinzioni con le submodalità potrebbe sembrare complicata, in realtà, una volta compresa, è piuttosto semplice eseguirla,  nient’altro che un gioco con la struttura delle nostre rappresentazioni interiori !!!

FONTI

Bandler R. e L., Grinder, De Lozier, Dilts, “Programmazione neurolinguistica: lo studio della struttura dell’esperienza soggettiva“, ed. Astrolabio

Bandler R., W. MacDonald, “Guida per l’esperto alle submodalità“, ed. Astrolabio