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I tempi attuali ci fronteggiano con sfide e difficoltà crescenti, in che modo la compassione può esserci utile?

La compassione è riconosciuta da molti Maestri Spirituali come la prima sorgente di guarigione. Si dice infatti che un cuore compassionevole fa sì che il karma legato alle azioni negative del passato venga ripulito.

Che cosa significa Compassione?

Nel buddismo tibetano la compassione è un concetto molto importante, che si discosta nettamente   da com’è comunemente intesa nella tradizione cattolica. In quest’ultima la compassione viene esercitata perlopiù con distacco, e spesso può nascondere un senso di superiorità e a volte perfino di spregio. Nel Buddismo la compassione è una delle più grandi qualità di un cuore aperto.

Il Buddha afferma: Come una madre rischierebbe la sua vita per proteggere suo figlio, il suo unico figlio, così si dovrebbe coltivare un cuore illimitato nei riguardi di tutti gli esseri. Con buona volontà per il cosmo intero, si coltivi un cuore illimitato: senza odio, senza inimicizia. Dal discorso della gentilezza amorevole:149-50 (I,7-8)

Secondo gli insegnamenti buddisti la compassione è essenzialmente “com-prendere”, imparare a prendere dentro di sé nel calore del cuore tutta la sofferenza, sviluppare un senso di empatia per chi soffre, nella comprensione che siamo tutti lo stesso essere, e la separazione è solo un‘illusione.

E’ molto importante diventare capaci di evocare in noi la compassione, essere in grado di percepire la qualità di amore profondo del cuore che comprende tutto (quando è sano, cioè ripulito dalla reattività del passato), vive nella pace, ed è libero da sentimenti negativi.

Cosa ci impedisce di com-prendere quindi? Innanzi tutto l’illusione della separazione: l’io e gli altri, nella percezione che, di norma, “io sono buono”  e “il mondo”, “gli altri”,  invece ostili, negativi, disonesti, ecc.

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Compassione: tutto è Uno, vittima e carnefice sono in me

Ma le tradizioni spirituali, in accordo con la fisica quantistica, ci aiutano a ricordare che vita, percezione e coscienza sono strettamente collegati, al punto che non si possono separare. In parole povere possiamo dire che per ciascuno di noi la realtà è un divenire che si sviluppa e avviene interamente all’interno della propria coscienza.

Proprio come accade  nel sogno. Per esempio, sogniamo di essere inseguiti da un animale selvaggio: in quel caso il bosco nel quale stiamo correndo, la bestia che ci insegue, la paura e noi che corriamo ogni elemento è parte della nostra mente, e tutto è all’interno della nostra coscienza.

Questo è proprio quello che ci indicano i Maestri quando affermano che gli eventi di nascere, vivere e morire sono il sogno che l’Essere in noi ripete: deve incarnarsi ripetutamente finchè non si “sveglierà” e scoprirà la sua vera natura eterna e indisturbata. Questo è l’evento che viene chiamato “illuminazione”.

Anche se le diverse tradizioni spirituali affermano che si tratta di un fenomeno che avviene in modo naturale quando è maturo, e non si può in forzare in alcuna maniera, sappiamo però cosa ci permette di andare nella giusta direzione: coltivare la consapevolezza, la gentilezza, prendersi la responsabilità per tutto quello che giunge alla nostra coscienza.

Se, di fronte a un’ingiustizia mi vivo come vittima infatti, resterò bloccato e senza il potere di cambiare le cose. E’ utile ricordare che tutto ciò che percepiamo è generato dal contenuto della mente. E’ la mente che traccia la strada, tutto il gioco del bene e del male, del dolore e della gioia si svolge nella nostra mente.

Perciò, dipende da noi se costruire un mondo di sofferenza oppure se edificare una vita di giustizia e serenità: la chiave della pace è nelle nostre mani. Se qualcuno desidera obiettare che la gioia e l’infelicità non dipendono solo da me, che così spesso vengo offeso, umiliato, schiacciato, da persone e eventi senza che io ne sia il diretto responsabile … questa è solo l’apparenza.

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Un’attitudine vantaggiosa  può essere ricordare che non siamo separati, siamo Uno, e che è il dentro a determinare il fuori. Quindi è qualche mia parte che non conosco, qualche programma inconscio, a richiamare a me quell’esperienza indesiderata. A livello planetario possiamo affermare che il bacino più ampio dell’inconscio collettivo determina le situazioni sociali e politiche, quindi anche l’attuale crisi che tutto il mondo sta vivendo.

Invece di subirla è utile dire a se stessi: in qualche modo io l’ho scelta, e quali sono le lezioni che devo integrare per cui ho richiamato a me questa esperienza? Non siamo separati, anche se a un’osservazione superficiale possiamo sembrarlo, così come le dita possono sembrare separate dalla loro mano …

Questa attitudine mi libera dal ruolo di vittima, mi dà l’energia per cercare la chiave dentro di me, per ricordare che c’è in me una parte profonda che rimane comunque libera, indisturbata, intoccata da tutto ciò che accade all’esterno.

Questo non significa subire situazioni che ritengo ingiuste. Posso dire no forte e chiaro e lottare per ciò che credo, restando però dentro di me distaccato dalla reattività, nella compassione per la situazione … che non sarebbe qui se non fosse necessaria e funzionale al cambiamento. Quindi compassione per noi stessi, per il nostro percorso e per quello dell’umanità … I Maestri affermano che solo il cuore può riuscire in questa operazione, il cuore infatti è l’unico che sa cogliere-accogliere l’insieme, laddove la mente è specialista nel dividere.

Esercizi per lo sviluppo della Compassione

I – Dividi idealmente te stesso in due parti. La parte A rappresenta le tue qualità più evolute, amorevoli e sagge; è la tua parte integrata, calma e capace di compassione. E’ come un vero amico aperto e comprensivo che non giudica, qualsiasi possano essere i tuoi sbagli difetti o mancanze.

B è invece quello che in te è stato ferito, quella parte che può aver subito maltrattamenti e ingiustizie nell’infanzia o nel corso della vita, che ha sofferto nei rapporti con gli altri e con la società e per questo si sente incompresa e frustrata, piena di rabbia e amareggiata. Prendi contatto con A e B dentro di te, senti in quali parti del corpo vivono abitualmente. Respira  prima in una parte, e poi nell’altra.

II- Ora mentre inspiri, immagina che A spalanchi il suo cuore e amorevolmente accolga, accetti e abbracci tutta la sofferenza, il dolore e la negatività di B. Allora B finalmente si sente accolta e amata. Espirando, immagina che A trasmetta a B il potere risanante dell’amore che è calore, fiducia, benessere, sicurezza, felicità, gioia… B è molto toccata da questo ed apre il suo cuore, e tutte sue le pene e la sofferenza si sciolgono in questo abbraccio di amore puro colmo di compassione…

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Rimani per un pò a respirare in questo spazio… nell’espirazione lascia che dal calore di quest’abbraccio A e B continuino ad emanare l’amore che cura ogni dolore, e rivolgilo prima di tutto a te stesso. Poi, se lo senti, lascia che  l’amore, il conforto, la fiducia e il calore continuino ad espandersi in tutte le direzioni…

Favorire la Compassione: Perdonarsi e Perdonare

III – Ora ricorda una situazione in cui ti sei comportato male o in modo tale che ti senti in colpa, un fatto così sgradevole che fai fatica anche solo a pensarci.

Mentre inspiri, senza cercare di giustificare il tuo comportamento, accetta completamente la responsabilità delle tue azioni in quella situazione. Riconosci il tuo errore, e anche il limite della tua consapevolezza di quel momento.

Prendi l’impegno con te stesso di scegliere d’ora in poi comportamenti più consapevoli e degni di chi sei ora; con tutto il cuore perdona te stesso  per il passato e chiedi perdono in te alle altre persone coinvolte, se ci fossero. Inspira il sentimento negativo ed espira lo scioglimento del male provocato.

Inspira responsabilità ed espira guarigione e riconciliazione. Mentre espiri senti il sentimento della comprensione e della riconciliazione che da te si espande a tutta la Terra, all’Universo intero, ed è cura e guarigione per tutto ciò che ne ha bisogno.

IV- Pensa a una persona che ti è molto cara, che sai essere in uno stato di sofferenza. Si sa che le preghiere di qualunque credo, se fatte col cuore, hanno un grande potere di aiutare e risanare. Inspirando immagina di assorbire in te tutta la sofferenza e il dolore della persona cara. Espirando, inviale un flusso dorato di amore, calore, guarigione, gioia e felicità.

Ora, e soltanto se ti senti pronto a farlo, estendi questo sentimento caldo e amorevole a tutti gli altri: prima le persone che ami, gli amici, i conoscenti, poi quelli che ti sono indifferenti, quelli che non ti piacciono, quelli con cui hai delle difficoltà, e infine quelli che senti mostruosi o crudeli… Se puoi, lascia che la tua compassione diventi universale racchiudendo nel tuo abbraccio tutti gli esseri, senza alcuna distinzione.

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Come sviluppare la Compassione: ripulire il passato

Ciò che tiene il nostro cuore chiuso, oltre all’illusione della separazione, è la sofferenza del passato. Se vogliamo sviluppare una mente che ci aiuti attivamente a rimanere presenti e centrati  nelle varie prove che l’esistenza ci propone, e avere accesso alla compassione, è necessario essere in pace col nostro passato.

Se ci sono ancora vecchi traumi ancora vivi in noi, saranno ovviamente queste parti a sovrapporsi al presente nei momenti di difficoltà, rendendoci giudicanti e reattivi, riportandoci, in modo inconscio, al bambino sofferente  e privo di risorse che eravamo.

Inoltre ricordiamo che il mondo è uno specchio: se i vecchi condizionamenti ci hanno generosamente forniti di programmi negativi, il presente li rispecchierà, così che possiamo riconoscerli e prendercene cura.

Utilissime perciò le tecniche che ci permettono di riorganizzare la percezione delle nostre memorie, per liberarci da vecchi traumi e programmi negativi, per esempio Ipnosi, PNL, Autoipnosi, DMOKA e Psyck K, e tecniche di psicologia energetica come  EFT, EFT Integrata e TAI. Solo quando siamo liberi dal dolore del passato infatti possiamo affrontare la paura, recuperare lo spazio per essere nel flusso della vita, vedere un futuro di nuove opportunità, armonia e fratellanza.

FONTI

https://www.lastelladelmattino.org/wp-content/uploads/2014/06/Camaldoli-giugno-2014-.pdf

Sogyal Rinpoche, Il libro Tibetano del Vivere e del Morire, ed. Astrolabio

https://espresso.repubblica.it/visioni/cultura/2015/01/05/news/dalai-lama-compassione-unica-via-contro-la-rovina-collettiva-1.193810